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Pubblicato il 13 Febbraio 2017 | di Agenzia Sir

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Sogno di una notte…di mezzo inverno

“I have a dream”, ci facciamo aiutare da citazioni celeberrime (una parafrasata) pronunciate da due grandi del passato, precisamente William Shakespeare e Martin Luther King, per esternare tutta la rabbia che coviamo dentro: stamani per compiere il tratto della famigerata ss. 514 che da Catania porta al capoluogo ibleo abbiamo impiegato quasi due ore e mezza (sono appena poco più di 100 km).

Tutti sanno che questo tratto di strada è stato a nostro avviso oramai abbandonato da Dio e dagli uomini, ma naturalmente – è ovvio dirlo – le colpe e le responsabilità in toto sono di questi ultimi, una strada percorsa da centinaia i veicoli che l’attraversano tutti i giorni nei due sensi di marcia, molti dei quali mezzi pesanti.

I conducenti di questi ultimi non hanno colpa alcuna, è il loro quotidiano lavoro, ma le vittime sacrificali sono i poveri automobilisti: basta capitare dietro ad una colonna di camion (che magari marciano uno a ridosso dell’altro senza aver cura spesso di osservare le distanze dovute tra l’uno è l’altro automezzo) che si formano file di veicoli paurose senza possibilità alcuna di potere effettuare il sorpasso. E così si marcia ad andatura da lumaca, magari molto al di sotto dei limiti di velocità consentiti. A questo si aggiunge lo stato precario, in alcuni tratti molto precario, in cui versa il manto stradale e la tragedia è bella e consumata.

Che pena ci fa questo “povero” ed abbandonato territorio ibleo, una terra stupenda invidiata dalle persone di altre provincie dell’isola e del continente, magari non sapendo che è certamente il fanalino di coda nazionale in tema di viabilità e di infrastrutture di comunicazione.

Nulla si è fatto da decenni e nulla certamente si farà in futuro, basti pensare, per rimanere in tema, al prolungamento dell’autostrada da Rosolini in poi che sarebbe dovuta arrivare…sulla carta…sino a Gela (e tale destinazione è beffardamente indicata sulla segnaletica stradale): una provincia la nostra vocata indiscutibilmente al turismo ma che da sempre è condannata a portarsi dietro questa palla al piede che è la mancanza di arterie viarie moderne e funzionali.

E dire che è dotata di strutture ricettive di alto livello, ha uno scalo aeroportuale di tutto rispetto, un porto turistico invidiabile, attrazioni monumentali e paesaggistiche di tutto rispetto: non merita certamente questo atavico isolamento! Nonostante tutto continuiamo a sognare, anche se quasi sempre sono sogni da incubo!

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