8 marzo, la donna e il Suo momento
8 marzo 1908, questa data segna l’origine della giornata che pone la donna al centro dell’attenzione della società: 129 operaie della fabbrica tessile Cotton di New York bruciano vive all’interno dell’opificio in seguito ad un incendio . Il giorno dopo migliaia di lavoratrici invadono le strade della magalopoli americana per denunciare le condizioni di insicurezza in cui sono costrette a lavorare e lo sfruttamento massacrante cui sono sottoposte. Chiedono luoghi di lavoro più sicuri, un salario adeguato, il riconoscimento dei diritti dei lavoratori “maschi” che ad esse non sono riconosciuti perché donne. Più tardi in Inghilterra nasce il movimento delle “suffragette” che rivendica il ruolo delle donne nel contesto socio economico.
Il movimento per la rivendicazione dei diritti delle donne ha continuato ad ingrandirsi in tutto il mondo nei decenni successivi. Nel settembre 1944 a Roma è stato istituito l’UDI, Unione Donne Italiane, e si è deciso di celebrare il successivo 8 marzo la giornata della donna nelle zone liberate dell’Italia. Dal 1946 è stata introdotta la mimosa come simbolo di questa giornata. Si deve arrivare agli anni Settanta, in Italia, per la nascita di un vero e proprio movimento femminista.
L’8 marzo 1972 la manifestazione della giornata della donna a Roma si tiene in piazza Campo de’ Fiori: vi partecipa anche l’attrice statunitense Jane Fonda, che pronuncia un breve discorso di adesione, mentre un folto reparto di polizia viene schierato intorno alla piazza nella quale poche decine di donne manifestanti inalberano cartelli con scritte inconsuete e “scandalose” quali : “Legalizzazione dell’aborto”, “Liberazione omosessuale”, “Matrimonio = prostituzione legalizzata”, e viene fatto circolare un volantino che chiede che non fossero “lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di amministrare l’intero processo della maternità”. Quelle scritte sono ritenute – all’epoca – intollerabili, così che la polizia carica, manganella e disperde le pacifiche manifestanti. In molte città d’Italia sono state intitolati all’8 marzo strade e giardini. Il 1975 è stato definito dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale delle Donne e l’8 marzo in tutto il mondo i movimenti femministi hanno manifestato per ricordare l’importanza dell’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne.
Da allora ancora lunga e tortuosa è stata la strada per potere raggiungere determinati traguardi e conquiste , ma s
oprattutto per potere fare affermare come l’emancipazione femminile fosse una componente irrinunciabile del progresso della società. E così diventano problemi da risolvere la istruzione delle donne, una adeguata normativa che tutelasse il loro lavoro a tutti i livelli ed in tutti i settori della vita pubblica e privata, l’allargamento pelle possibilità occupazionali , l’abolizione della incapacità giuridica della donna coniugata, la totale conquista dei diritti civili e politici. Oggi queste istanze sono state esaudite ( o quasi ), almeno nelle nazioni della sfera occidentale. L’emancipazione femminile, intesa come uno dei momenti cardine dell’intero consesso civile e non come un superficiale stato di parità tra uomo e donna, oggi non è più in discussione. Ed il nostro Paese può vantare norme adeguate a cominciare, per esempio, dal voto alle donne, alla legge sul divorzio, alla parità tra i due sessi, alla tutela della maternità, mettendo finalmente in pratica quanto sancito dalla nostra Carta Fondamentale.
Le donne oggi sono state ammesse ad espletare qualsivoglia attività (basti pensare quella militare), abbiamo così la donna “lupo di mare”, la donna Prefetto o Questore o Commissario, la donna Capo-Stazione, la donna presente nei vari Corpi delle Forze dell’Ordine, la donna manager, ampi spazi sono stati conquistati nella politica, ed altro ancora. Ed anche sui di lavoro si sono fatti passi da gigante con diritto alla stessa retribuzione al pari dell’uomo. Solo le diversità fisiche e le relative esigenze fisiologiche hanno reso necessarie particolari regolamentazioni soprattutto a favore della donna lavoratrice la cui prestazione lavorativa deve contemperare anche l’adempimento delle specifiche funzioni familiari legate soprattutto alla maternità.
Ma nonostante tutte queste conquiste la donna oggi deve affrontare altre “nuove” sfide e problematiche specie il fenomeno dilagante della violenza in massima parte consumata tra le mura domestiche, e le cronache di questi ultimi anni registrano accadimenti sempre più numerosi ed a volte aberranti. Così pure non sembra essersi attenuato il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione o quello in alcuni luoghi di lavoro, per tal motivo sono sorti movimenti ed associazioni mirati a dare appoggio morale, psicologico ed anche oltre alle “vittime” di tali congiunture.
