Società

Pubblicato il 27 Marzo 2017 | di Giuseppe Nativo

Tutto ciò che è violenza sulle donne

La Giornata delle Donne 2017, al di là degli aspetti commerciali, è servita a fare riflettere sulle delicate problematiche che ruotano attraverso le “violenze” quotidianamente subìte dalle donne.

All’interno del mercato del lavoro, le lavoratrici, che abbiano subìto “violenza di genere” (ovvero tutte quelle forme di violenza da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori, allo stupro, fino al femminicidio, che riguardano un vasto numero di persone discriminate in base al sesso), costituiscono una categoria particolarmente vulnerabile. Infatti la violenza sulle donne non pregiudica soltanto la loro salute, ma può ripercuotersi anche nel contesto lavorativo di riferimento, all’interno del quale la lavoratrice può avere bisogno di riordinare la propria vita personale e lavorativa. In base a tale assunto, e alle richieste da parte dell’Onu e dell’Unione Europea, per la prima volta tali vittime hanno ricevuto una tutela specifica da parte di una norma lavoristica.

A tale riguardo, è necessario sapere che a giugno del 2015 è stato emesso un decreto legislativo (il n. 80), avente per oggetto le “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”, che ha previsto, all’articolo 24, per le donne vittime di violenza di genere inserite in percorsi di protezione (debitamente certificati), il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo massimo di tre mesi nell’arco di tre anni. Tale congedo può essere usufruito su base oraria o giornaliera, fornendo apposito preavviso al datore di lavoro.

È bene anche ricordare che “dignità, rispetto e parità” sono le parole emblematiche che sono state oggetto di attenzione e riflessione nel corso delle molteplici iniziative di marzo.

Parole che risuonano nel cuore di ciascuno come ha recentemente sottolineato il prefetto Maria Carmela Librizzi a Palazzo di Governo in apertura del convegno “La dignità oltre le conquiste” promosso in collaborazione con Donne a Sud: «Oggi credo non si debba parlare di festa della donna – ha detto il prefetto – bensì un impegno che coinvolge l’intera comunità, donne e uomini, affinché si lavori contro questi fenomeni che offendono le donne».

 

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Autore

Giuseppe Nativo

Pubblicista. Appassionato di storia locale. Nel 2004 ha pubblicato un libro sulla Inquisizione in Sicilia nel XVI secolo, con particolare riferimento alla Contea di Modica. Collabora a diverse testate cartacee e on line.



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