Cultura
Pubblicato il 9 Aprile 2017 |
di Redazione
Le “Variazioni enigmatiche” di Schmitt al Teatro Quasimodo di Ragusa
Ieri sera, presso il Teatro Comunale Quasimodo di Ragusa, è andato in scena lo spettacolo “Variazioni enigmatiche”, scritto nel 1995 da Éric-Emmanuel Schmitt.
A interpretarlo magistralmente sono stati i due attori ragusani, Giovanni Arezzo e Massimo Leggio. Due attori singolari e differenti, che insieme però sanno creare una magia che tiene ogni spettatore incollato allo sviluppo paradossale e tragicomico della trama. Lo spettacolo è stato diretto, con la solita maestria, da Franco Giorgio.
Non si può svelare molto sulla trama del libro di Schmitt, ma di certo si può dire che, grazie a questa rappresentazione, i due personaggi invitano ogni essere umano a riflettere sull’amore, sul suo mistero e sul modo in cui lo si vive. Ci si ritrova immersi in una continua dialettica in cui un personaggio (Abel Znorko) rappresenta “l’essere in sé”, l’altro personaggio (Erik Larsen), invece, “l’essere per l’altro”. Ma, in questo gioco dinamico e polemico, entrambi scopriranno di essere mediati e uniti dall’Amore, il cui simbolo arcano, musicale e impalpabile sono proprio le “Variazioni enigmatiche” di Edward Elgar.
Lo spettacolo andrà in scena anche oggi alle ore 18. La città di Ragusa, per tanti anni privata di un teatro comunale, può solo approfittarne per educarsi gradualmente alla cultura teatrale, riempire il teatro e incoraggiare i nostri attori a replicare con un’altra sorprendente stagione culturale.
+ Éric-Emmanuel SchmittDi lontane origini alsaziane da parte di padre, nonostante i genitori fossero entrambi degli sportivi, Schmitt ha preferito dedicarsi agli studi letterari, diplomandosi al conservatorio di Lione. Qui ha coltivato i suoi due principali interessi: la musica e la filosofia. Dopodiché, nel 1983, si è laureato con la tesi “Diderot e la metafisica” all’École Normale Supérieure de la rue d’Ulm. Nel 1991 ha intrapreso la sua attività come drammaturgo, tuttora in corso e a cui, nel frattempo, ha affiancato quelle di saggista e romanziere. La sua commedia Il visitatore ha vinto, nel 1993, tre Premi Molière: “Rivelazione teatrale”, “Miglior autore”, “Miglior spettacolo di teatro privato”. La prima messa in scena italiana si avrà però tre anni più tardi, ad opera del regista Antonio Calenda, con Turi Ferro e Kim Rossi Stuart. Lo spettacolo è stato poi ripreso in Italia a distanza di ben dieci anni, nel 2006, per iniziativa dell’attore e produttore Marco Predieri, con lo stesso nel ruolo del visitatore e Marcello Allegrini in quello di Freud. Nel 2001, Schmitt ha ricevuto dall’Académie Française anche il prestigioso Gran Premio del Teatro. Da due sue opere sono stati tratti gli omonimi film: Le libertin (2000) di Gabriel Aghion, con Vincent Perez, Fanny Ardant e Michel Serrault, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (2003) di François Dupeyron, con Omar Sharif, Pierre Boulanger e Isabelle Adjani, Lezioni di felicità, diretto dallo stesso Schmitt
Tags: variazioni enigmatiche, massimo leggio, giovanni arezzo
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