Capitale della cultura italiana 2020: chi vincerà?
Asti, Casale Monferrato, Cuneo, Bellano, Tremezzina, Pieve di Cadore, Treviso, Merano, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Scandiano, Montepulciano, Pietrasanta, Prato, Ancona, Fabriano, Macerata, Foligno,Lanciano, Teramo, Tivoli, Agropoli, Aversa, Benevento, Capaccio Paestum, Caserta, Ravello, Salerno, Telese Terme, Alberobello, Altamura, Bitonto, Ceglie Messapica, Fasano, Gallipoli, Villa Castelli, Vibo Valentia, Agrigento, Catania, Messina, Noto, Ragusa, Siracusa, Nuoro, Oristano.
Sono ben 46 le città che hanno manifestato interesse al bando per questo prestigioso titolo. Ora le amministrazioni che hanno devono depositare un dossier contenente il programma delle attività culturali previste, la struttura incaricata della elaborazione e promozione del progetto, una valutazione di sostenibilità-economico finanziaria, gli obiettivi perseguiti e gli indicatori che verranno utilizzati per la misurazione del loro conseguimento. I singoli dossier verranno esaminati da una giuria di sette esperti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti e della valorizzazione territoriale e turistica per selezionare entro il 15 novembre 2017 le dieci città finaliste da invitare a un incontro di presentazione pubblica e approfondimento. La città Capitale Italiana della Cultura 2020 verrà scelta sulla base dei risultati di questi colloqui entro il 31 gennaio 2018.
Capitale Italiana della Cultura è una iniziativa volta a selezionare ogni anno la “Capitale italiana della cultura” è stata introdotta con la legge Art Bonus e mira a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la conservazione delle identità, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.
Ragusa ha scelto di andare da sola, senza il Val di Noto, e ha presentato un volume di 60 pagine nel quale sono state condensate tutte le peculiarità del territorio ibleo e del progetto culturale che arricchirà questo percorso. Non sarà semplice ottenere il riconoscimento – dice il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto – ma abbiamo decisamente le carte in regola per aspirare all’importante riconoscimento.
