Società

Pubblicato il 21 novembre 2017 | di Maria Teresa Gallo

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Non lasciamo soli i nostri agricoltori

Dopo il nubifragio delle scorse settimane moltissime sono le richieste di dichiarazione dello stato di calamità avanzata da parte degli agricoltori.

Dopo dieci mesi, la serra di piazza Gramsci, simbolo della mobilitazione e delle rivendicazioni dei movimenti agricoli, è stata smantellata. Non si tratta però di una resa o sconfitta, ma più semplicemente la presa di coscienza che, grazie all’azione di sensibilizzazione portata avanti, la lotta può continuare mettendo in campo nuove strategie e dotandosi di una vera sede. Quello che rimane di questi lunghi mesi in balia al cambiamento delle stagioni è da una parte «la constatazione di come le istituzioni e la politica siano totalmente sordi e forse anche incapaci a dare risposte» e dall’altra «il bisogno di non disperdere quel senso di unità e solidarietà che hanno saputo creare, diventando punto di riferimento per quanti vivono il dramma di vedersi i beni pignorati e messi all’asta per non essere riusciti ad onorare le scadenze soprattutto con le banche».

Fallimenti che non dipendono solo dalla crisi generale, ma anche dalle storture del sistema e di una filiera che vuole nei produttori l’anello debole. Adesso, con le elezioni regionali, a Palermo c’è una nuova maggioranza. Il presidente Nello Musumeci, che svolge attività politica da molti anni e conosce quindi molto bene i mali endemici dell’agricoltura, le criticità del mercato ortofrutticolo e le storture delle aste giudiziarie, essendosene anche occupato in prima persona durante una sua visita in città in qualità di presidente regionale della commissione Antimafia, dovrà dimostrare come farà diventare “bellissima” l’agricoltura siciliana dei piccoli produttori e quindi ridare loro dignità umana e professionale. Ogni fallimento, infatti, produce nuova povertà e aumento della disoccupazione nel momento in cui l’imprenditore non viene aiutato a risollevarsi. Il primo banco di prova del presidente Musumeci sarà intanto vedere come reagirà alla richiesta di dichiarazione dello stato di calamità avanzata dall’amministrazione comunale, dopo il nubifragio che nelle scorse settimane ha distrutto moltissime serre e colture soprattutto nei territori di Vittoria, Acate e Santa Croce.

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Autore

Maria Teresa Gallo

Docente di italiano e storia e giornalista pubblicista, amante dello sport.



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