Cultura

Pubblicato il 24 Novembre 2017 | di Redazione

“Cose che ricordo. Una conversazione con Ivan Maffeis”

“Cose che ricordo. Una conversazione con Ivan Maffeis” la nuova opera di Angelo Bagnasco con Ivan Maffeis con prefazione del Card. Gualtiero Bassetti, presidente della CEI.

Il cardinale Angelo Bagnasco ripercorre i suoi dieci anni al servizio della CEI, soffermandosi sui temi principali della sua Presidenza, e risalendone il filo all’indomani della visita di papa Francesco a Genova. Scorrono volti precisi: operai, imprenditori e disoccupati; vecchi e nuovi poveri; presbiteri e religiosi, provocati ad assumere lo stile del Vangelo; giovani bisognosi di coinvolgersi in una normalità fatta di lavoro e affetti; ammalati e famiglie, vita e cura. Più che un bilancio, uno sguardo sulla società e sulla Chiesa.

Angelo Bagnasco è nato a Pontevico (BS) nel 1943. È cresciuto a Genova, dove è stato ordinato sacerdote nel 1966. Laureato in Filosofia all’Università Statale, ha insegnato Metafisica, Etica e Logica nella Facoltà Teologica del Seminario. Ha diretto l’Ufficio Catechistico, quello per l’Educazione e l’Apostolato liturgico. Preside dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, è stato Assistente diocesano della Fuci e Assistente ecclesiastico dell’Agesci. Vicario episcopale per la vita spirituale, è stato Padre spirituale del Seminario Maggiore. Nel 1998 è nominato Vescovo di Pesaro. Nel 2003 assume l’incarico di Ordinario Militare per l’Italia e nel 2006 diventa Arcivescovo Metropolita di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Ligure. Dal marzo 2007 – anno in cui viene creato Cardinale – al maggio 2017 ha guidato come Presidente la Conferenza Episcopale Italiana. Nel 2011 è eletto Vice Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, di cui nel 2016 diventa Presidente.

Ivan Maffeis è Sottosegretario e Direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana.

 

 

Tags: , , ,


Autore

Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna Su ↑