Società

Pubblicato il 18 Dicembre 2017 | di Alessandro Bongiorno

Metropolitana, il progetto diviene finalmente concreto

Un altro passetto avanti. L’obiettivo è quello di utilizzare il binario unico che attraversa Ragusa da Ibla sino a Donnafugata come metropolitana di superficie.

Il progetto, del quale si parla dal 1991, dopo più di 25 anni sembra aver finalmente imboccato la strada giusta. Il Governo nazionale ha infatti approvato il progetto del Comune, mettendo a disposizione una somma di 18 milioni di euro. Nei giorni scorsi, il sindaco Federico Piccitto e il segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Paolo Aquilanti, hanno assunto reciproci impegni per realizzare l’opera. Prevede anche controlli e verifiche sull’avanzamento dei lavori e la realizzazione dell’infrastruttura per evitare che l’opera resti a metà o entri nel ricco elenco delle incompiute. Sembra, insomma, che ci siano le condizioni per andare sino in fondo, anche se non sempre a una volontà politica chiara corrisponde una macchina burocratica veloce ed efficiente.
Il progetto prevede la realizzazione di cinque stazioni, due delle quali già esistenti (Ibla e Ragusa piazza del Popolo) e una funivia che collegherà la stazione di Ibla al Giardino ibleo, ascensori per collegare la fermata del Carmine con il centro e largo San Paolo. Le cinque stazioni programmate sono quelle di Ibla, del Carmine, di piazza del Popolo, di viale Colajanni (all’angolo con via Torricelli) e di Cisternazzi, all’altezza con il nuovo ospedale. E poi il percorso potrebbe continuare sino a Genisi e Donnafugata dove le stazioni esistono già.

La progettazione di queste cinque stazioni dovrebbe essere a carico di Rete ferroviaria mentre il Comune dovrebbe occuparsi, sul piano progettuale, della realizzazione della funivia a Ibla, dell’ascensore inclinato che dalla stazione del Carmine condurrà sino alla piazza omonima e dell’ascensore verticale che, invece, collegherà la stessa stazione con largo San Paolo.

Non si parte da zero. L’opera è già inserita nel piano di mobilità alternativa (1991), esiste un progetto redatto da Trenitalia (1994) e rimodulato di recente dagli ingegneri Michele Scarpulla e Fabio Maria Ciuffini. Un’opera che si deve anche alla tenacia con la quale fu imposta all’attenzione generale dall’ex sindaco Giorgio Chessari (supportato dall’ex assessore ai trasporti Paolo Roccuzzo) a metà degli anni Novanta del secolo scorso e la cui importanza è stata sempre ricordata dal sindacato autonomo Cub trasporti (guidato dal ferroviere Pippo Gurrieri) e oggi dal comitato presieduto da Franco Cilia. Un esempio di come la classe dirigente di questa città (politica di ieri e di oggi, sindacato, professionisti, burocrazia, società civile) sa ancora trovare motivi per immaginare e provare a realizzare una Ragusa più moderna ed efficiente.

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Autore

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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