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Pubblicato il 23 febbraio 2018 | di Silvio Biazzo

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Un defibrillatore alla Vann’Antò di San Giacomo

Può chiamarsi senza dubbio un salvavita che dovrebbe essere disponibile in ogni struttura destinata alla pubblica fruizione come scuole, caserme, uffici pubblici, centri commerciali, insomma in ogni luogo dove la presenza delle persone è costante e numerosa: ci riferiamo al defibrillatore che oggi è disponibile nella palestra dell’istituto Vann’Antò a San Giacomo. Il plauso all’amministrazione comunale che ha provveduto ad acquistarlo per renderlo fruibile nel suddetto Istituto scolastico è stato esternato dal consigliere comunale del Pd, Mario Chiavola, che afferma come, in questo modo, “sarà garantito un servizio fondamentale per chi usufruisce della struttura sportiva.

Anche il territorio della frazione rurale di San Giacomo, dunque – continua Chiavola – sarà cardioprotetto. E’ da dire però – continua Chiavola – che si era parlato in passato dell’installazione di tre defibrillatori (uno, quindi, già è arrivato) e poi della collocazione di un palo della pubblica illuminazione per un impegno complessivo di spesa di circa 10mila euro”. Chiavola conclude: “Inoltre, vorremmo capire come mai è da circa due anni che sono già pronte due pensiline per la fermata degli autobus, e le stesse, però, non si installano perché manca la realizzazione di una base di appena 2 mq di calcestruzzo”. Il sunnominato consigliere comunale attende speranzoso.

Ma in cosa consiste questo vitale strumento sanitario ? Il defibrillatore si presenta come una scatola di dimensioni variabili, a seconda del modello che si possiede. Le sue dimensioni sono circa 30 cm per 30 cm per una ventina di altezza. Al suo interno si trova, oltre agli elettrodi che sono due, anche un kit di rasatura per togliere i possibili peli presenti sul petto della vittima (in alcuni si trovano, oltre alle placche per adulto, anche quelle pediatriche).
Il defibrillatore, oltre ad effettuare per mezzo di elettrodi adesivi una scarica elettrica che va a ristabilire un battito regolare del cuore, in caso di un arresto cardio-respiratorio, effettua in maniera automatica l’esame cardiaco della vittima cercando la sua pulsazione, e in caso di arresto agisce sulla possibile fibrillazione che il cuore dopo un infarto sviluppa per una durata molto breve.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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