Politica

Pubblicato il 21 Marzo 2018 | di Vito Piruzza

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Premiate le opposizioni anti Europa

Finalmente è stata archiviata questa campagna elettorale tra le più brutte che si ricordino, totalmente centrata sui leader nazionali, improntata alla gara a chi promette di più, con una autoreferenzialità di fondo che ha completamente dimenticato di ascoltare i territori sia nel dibattito che nelle candidature e tutto ciò si è plasticamente rappresentato negli spazi elettorali rimasti drammaticamente vuoti, o peggio pieni di vecchi manifesti con facce di candidati ad elezioni oramai dimenticate che hanno amplificato il senso di abbandono che complessivamente se ne traeva.

Il risultato è noto a tutti: la tornata elettorale ha premiato le opposizioni, e il premio è stato direttamente proporzionale alla durezza dell’opposizione, e ha bocciato in modo inequivocabile chi ha governato negli ultimi 5 anni!

Il centrosinistra riceve un verdetto inappellabile dal suo popolo (o da quello che ne è rimasto) di condanna delle divisioni interne, visto che la sinistra radicale che presumeva di rappresentare la riscoperta della purezza ideale è stata penalizzata dal voto, se possibile, ancora di più del Pd superando di poco la soglia che l’avrebbe lasciata fuori dal Parlamento.

Il M5s, Fratelli d’Italia e soprattutto la Lega, che ha quadruplicato la percentuale di 5 anni fa, sono i trionfatori di questa tornata elettorale.

L’Italia si allinea così al resto di Europa nel voto di protesta, addirittura amplificandolo e portando gli euroscettici complessivamente al 60%, e anche se questa percentuale è composita c’è da scommettere che avrà un certo peso nelle interlocuzioni con l’Unione Europea.

La sofferenza sociale ed economica, retaggio della più pesante crisi che si ricordi, ha scombussolato il quadro politico nazionale molto più che in altri paesi europei.

E adesso?  La tripartizione ci consegna una certa difficoltà nella costituzione di una maggioranza parlamentare, e ovviamente, come accade sovente in Italia, dove la ricerca del capro espiatorio è diventato lo sport nazionale, tutti additano la legge elettorale come responsabile dell’instabilità, dimenticando che in sua assenza i seggi sarebbero stati assegnati in modo rigorosamente proporzionale amplificando il problema dell’ingovernabilità, mentre oggi alla Camera il M5S con meno del 33% dei voti si vede assegnare oltre il 37% dei seggi e il Centrodestra con il 37% dei voti si vede assegnare oltre il 43% dei seggi; non è tantissimo, ma può fare la differenza!

Il paradosso poi è che come sempre i più critici verso la legge elettorale sono proprio i sostenitori del M5s che si è sempre schierato per il proporzionale …

Adesso la parola passa al Presidente Mattarella che da rigoroso guardiano della legalità costituzionale avrà il suo bel da fare per risolvere il puzzle avendo come arma il suo equilibrio e la sua ampia esperienza e competenza istituzionale (è stato l’ideatore dell’ultimo sistema elettorale non contestato che abbiamo utilizzato e giudice della Corte Costituzionale) e come alleato una ventina di giorni (che speriamo abbiano fatto decantare le animosità della campagna elettorale) prima dell’insediamento del nuovo Parlamento e dell’inizio delle consultazioni da cui ogni scenario, in questa situazione, può venire fuori.

 

 

Gli eletti. Le scelte dei partiti e degli elettori non hanno premiato i candidati “ragusani”. A rappresentare la nostra provincia saranno ancora Nino Minardo (Forza Italia) e Marialucia Lorefice (M5s). In entrambi i casi si tratta di parlamentari uscenti riconfermati

 

 

 

 

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Vito Piruzza



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