Società

Pubblicato il 5 Aprile 2018 | di Silvio Biazzo

Io ho un sogno

E quel sogno si è realizzato? Sembra proprio non del tutto stando alle cronache di alcuni fatti che si sono succeduti anche in tempi relativamente recenti. Il 4 aprile del 1968 un colpo di fucile uccide a Memphis il reverendo Martin Luther King. Sono passati cinquant’anni da quel pomeriggio sulla terrazza del Lorraine Motel, quando King viene colpito dai proiettili di un fucile Remington 760. L’omicida, il quarantenne suprematista bianco James Earl Ray, viene arrestato due mesi dopo all’aeroporto Heahtrow di Londra mentre cercava di sfuggire all’Fbi.

Considerato uno dei personaggi storici più influenti di sempre, Martin Luther King ha lottato per l’emancipazione degli afroamericani negli Stati Uniti d’America ed è stato uno dei protagonisti della lotta per i diritti civili. Nato ad Atlanta, nello Stato della Georgia, il 15 gennaio del 1929, si laurea in teologia al Crozer Theological Seminary in Pennsylvania e consegue un dottorato in teologia sistematica alla Boston University. Proprio a Boston incontra la cantante e studentessa di conservatorio Coretta Scott, che diviene sua moglie nel 1953. I due si stabiliscono a Montgomery, in Alabama, ed hanno quattro figli. King viene scelto come presidente del comitato che organizza il boicottaggio degli autobus dopo l’arresto di Rosa Parks, sarta e attivista nera della National Association for the Advancement of Colored People che aveva rifiutato di cedere il suo posto a un uomo bianco sull’autobus. Da allora diviene l’anima e la voce del Movimento per i diritti civili degli afroamericani negli Stati Uniti. Nel 1960 assume il ruolo di co-pastore della Ebenezer Baptist Church, ad Atlanta, e pochi anni dopo viene arrestato a Birmingham durante una protesta pacifica contro la segregazione.

È del 1963 il celebre discorso “I have a dream”, pronunciato al Lincoln Memorial in occasione della marcia per la Libertà e il Lavoro che porta a Washington oltre 250mila persone. Nel 1964 King è insignito del premio Nobel per la pace, mentre l’anno successivo ottiene il suo più grande successo nella lotta per i diritti civili: il Congresso americano approva il Voting Rights Act, che pone fine alla segregazione razziale negli Usa e concede libertà politica agli afroamericani. A cinquant’anni dalla morte, gli Stati Uniti si sono preparati a onorare il reverendo King con manifestazioni e commemorazioni in tutto il Paese. Alle 18 e un minuto decine di campane hanno risuonato all’unisono, in Usa e in tutte le città del mondo che hanno aderito all’iniziativa: trentanove rintocchi, uno per ogni anno di vita, per ricordare l’eroe dei diritti civili Martin Luther King.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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