Attualità

Pubblicato il 14 giugno 2018 | di Orazio Rizzo

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“Vittoria alla sbarra”: il Manifesto di don Beniamino Sacco contro lo sfruttamento e la tratta delle persone

“Lo diciamo con rammarico e tristezza profonda: Vittoria continua ad essere messa alla sbarra per fatti che mortificano la dignità della persona umana e producono sconforto in quella parte della città, la maggiore, che si comporta secondo le regole del vivere sociale, che rispetta la legalità in tutte le sue forme e che vive una relazione umana improntata alla salvaguardia della libertà di ogni persona”.

A parlare è don Beniamino Sacco, parroco a Vittoria in un quartiere difficile, di estrema periferia come Forcone, che vive le sue contraddizioni ed i suoi problemi, ma da circa 30 anni è diventato sinonimo di accoglienza e integrazione, grazie alla realtà del “Buon Samaritano” – fondata dallo stesso Don Beniamino – che accoglie tutti: cittadini in difficoltà economica e finanziaria, i c.d. “nuovi poveri”come pure i migranti provenienti da ogni parte del mondo, senza distinzione di razza, lingua, religione o colore della pelle perché, dice don Beniamino “la carità non conosce limiti e non fa distinzioni. La Carità prima di tutto “.

Affida il suo pensiero ad una lettera, un vero Manifesto, indirizzata alla sua comunità ma che di riflesso interroga tutti; dà voce ai suoi sentimenti, al suo dolore e al suo rammarico, parla apertamente, con il suo solito coraggio, senza timore e paura, consapevole del suo ruolo di cristiano e di testimone. Le sue parole interrogano le coscienze di chi legge di “svegliarsi dal torpore”, di reagire, con le armi della democrazia e non del compromesso spesso anche morale.

È sdegnato ed amareggiato don Sacco, per gli ultimi tristi avvenimenti di questi giorni,  che hanno interessato la comunità Romena a Vittoria circa il grave delitto di associazione a delinquere finalizzata al traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento lavorativo nonché di plurime ipotesi pluriaggravate di traffico di esseri umani commesse in danno di connazionali – alcuni dei quali minori – e dei delitti di sfruttamento pluriaggravato della prostituzione, anche minorile.

“Gli ultimi avvenimenti – continua don Beniamino – che hanno visto uomini e donne accaparrarsi il diritto di “vendere” altri uomini e donne nell’asta del disonore, nel mercato di venditori senza scrupoli e senza identità, se non quella delle bestie inferocite, sta a dimostrare che schegge impazzite del genere umano, percorrono le nostre strade, imbrattano i luoghi di lavoro, sporcano i sentimenti più alti, generano economie macchiate di sangue umano.

Noi ci ribelliamo a tutto questo; e lo facciamo in nome della libertà, della verità, della giustizia e della democrazia. Lo facciamo in nome di Dio, al cui cospetto, questi misfatti, gridano vendetta”.

In esecuzione di un decreto di fermo, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania, sono state fermate alcune persone di nazionalità romena gravemente indiziati del delitto di associazione a delinquere. Il provvedimento restrittivo accoglie gli esiti di un’articolata attività investigativa di tipo tecnico avviata dalla Squadra Mobile di Ragusa a seguito delle dichiarazioni rese da un cittadino romeno lo scorso anno.

Conclude don Beniamino: “Lo facciamo nel giorno della Festa del Sacro Cuore di Gesù, il cui amore ha sorpassato ogni aspettativa umana, facendosi vittima volontaria perché tutti gli uomini avessero la vita. In nome suo, gridiamo NO! No alla violenza. No ad ogni forma di abuso. No anche al silenzio responsabile, di chiunque ne porta i segni all’occhiello del suo cuore. No all’assuefazione al male. Dobbiamo svegliarci dal torpore che per tanti anni ci ha visti sonnolenti. La Città è di tutti noi e, tutti noi, dobbiamo essere i garanti del suo volto, della sua identità, del suo prestigio.  Vogliamo e dobbiamo combattere il male con il bene, l’odio con l’amore, il degrado con il vivere civile”.

 

 


Autore

Orazio Rizzo



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