Vita Cristiana

Pubblicato il 3 Settembre 2018 | di Redazione

La festa di San Giovanni Battista consolida il rapporto tra la comunità cristiana e l’intera città

Una festa che, come ha detto il vescovo monsignor Carmelo Cuttitta, «consolida il rapporto tra la comunità cristiana e la città tutta». I festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista sono andati in archivio da pochi giorni ma nella città resta l’eco di giornate intense, vissute nel segno della fede e della tradizione, che hanno esaltato la religiosità popolare e rafforzato il senso di identità ragusana.

Nella memoria non resterà soltanto l’immagine, del ritorno del simulacro di San Giovanni a Ibla dopo 18 anni, ma tanti momenti che hanno scandito i giorni di preparazione alla festa e la solennità del patrono. La partecipazione nella giornata di ieri di migliaia di fedeli con il cero in mano alla processione, la moltitudine di persone che hanno assistito dalle strade e dai balconi al passaggio del simulacro, l’affettuosa accoglienza che le comunità dell’Angelo Custode, dell’Ecce Homo e di San Francesco di Paola hanno riservato al patrono, la cattedrale piena durante tutte le sante messe della giornata. La processione si è snodata all’insegna dell’ordine e della sicurezza e, considerata l’imponenza della partecipazione, si tratta di particolari che non possono essere acquisiti come scontati e che vanno ascritti alla grande attenzione con il quale il rito è stato preparato dal parroco don Giuseppe Burrafato, dal comitato e dal gruppo dei portatori. Fondamentale anche l’apporto delle forze dell’ordine e di quanti (Associazione nazionale Polizia di Stato, Rangers Trinacria, FseScout d’Europa, RG 107 Protezione civile Gruppo di Vittoria, Protezione civile comunale Gruppo di Ragusa) si sono spesi lungo l’itinerario toccato dalla processione.

Anche le manifestazioni collaterali (come il concerto dell’orchestra ‘’San Giorgio Città di Ragusa’’ e lo spettacolo pirotecnico) hanno riscontrato il successo che gli organizzatori si attendevano. In tanti, anche oggi, si recati in cattedrale per accendere un cero e per affidare una preghiera a San Giovanni il cui simulacro rimarrà ancora qualche giorno nel transetto per la venerazione dei fedeli. Sino al 2 settembre si potranno anche visitare le quattro mostre allestite nel polo culturale di Palazzo Garofalo.

La festa va quindi in archivio anche se restano le parole su cui il vescovo ha invitato tutti a meditare. «Celebrare il martirio di San Giovanni Battista – ha scandito durante l’omelia – significa non scendere a compromessi con l’amore di Cristo, con la sua parola di verità. E la verità – ha sottolineato monsignor Cuttitta – è verità e va detta senza compromessi». E al rientro del simulacro in cattedrale dopo la processione, il vescovo ha anche invitato la Chiesa di Ragusa a «una rinnovata attenzione verso tutti» perché «la crisi economica, il degrado morale, il disgregarsi del tessuto sociale, l’emergenza educativa ci interpellano seriamente». Per questo, indicando l’esempio di San Giovanni Battista, ha chiesto all’intera Chiesa di Ragusa di «accompagnare» l’annuncio del Vangelo con la «testimonianza di vita».

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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