Vita Cristiana

Pubblicato il 2 Ottobre 2018 | di Redazione

A Vittoria il 14 la Giornata del Creato pensando a nuovi modelli di sviluppo

Vittoria, bella e operosa, vivace e accogliente, più volte ferita e offesa, sarà il luogo dove verrà celebrata la sesta Giornata diocesana per la Custodia del Creato, domenica 14 ottobre.

L’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro ha già organizzato l’evento, che quest’anno avrà appunto, come luogo d’incontro, di riflessione e di preghiera la villa comunale Vittoria Colonna da cui si dipartiranno gli itinerari verso la città e verso la meravigliosa riserva Pino d’Aleppo su cui la villa si affaccia.

Vittoria era già stata scelta lo scorso anno come sede della Giornata diocesana ma il devastante incendio divampato nella pineta di Chiaramonte Gulfi aveva posto sotto gli occhi di tutti quella cruda realtà che non poteva essere sottaciuta, facendo riprogrammare interamente la quinta Giornata.

Le giornate per la Custodia del Creato traggono origine dalla prima Convocazione ecumenica su ‘‘Giustizia, pace e salvaguardia del Creato’’ del 1990, su iniziativa del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Si faceva allora memoria della promessa di Dio dopo il diluvio: la narrazione biblica indicava nell’arcobaleno, segno di pace e di stabilità del creato, il suggello dell’alleanza di Dio con Noè. Si evocava però anche tutta la fragilità di un mondo drammaticamente esposto ad una minaccia simbolicamente espressa dal diluvio. In quello stesso anno papa Giovanni Paolo II dedicava il Messaggio per la Giornata mondiale della Pace a ‘‘Pace con Dio Creatore, pace con tutto il creato’’; la percezione di una condizione critica della famiglia umana sulla terra accomunava già in quegli anni le chiese cristiane. Dialogo e collaborazione in tali ambiti hanno successivamente fatto convergere la riflessione sulla constatazione che solo una famiglia umana unita può progettare un futuro abitabile.

E la tanto attesa ‘‘Laudato si’’, enciclica di papa Francesco, irrompe a distanza di tre decenni da allora: «Ci uniamo per farci carico di questa casa che ci è stata affidata, sapendo che ciò che di buono vi è in essa verrà assunto nella festa del cielo. Insieme a tutte le creature, camminiamo su questa terra cercando Dio». Una riflessione insieme gioiosa e drammatica. La gioia di poter credere in un cambiamento rivoluzionario ed in una nuova umanità. Saper guardare, con la stessa capacità d’intenerirsi propria di San Francesco, la nostra casa comune, la terra con il suo Creato.

Il dramma nel constatare come dissennati modelli di sviluppo abbiano lasciato che la nostra politica soggiacesse all’economia e l’economia alla tecnologia.

Prevarrà la vocazione umana a coltivare la terra e di pari passo a custodirla? Tutti vorremmo rispondere di sì.

Di certo l’Ufficio Diocesano, in questi sei anni di vita, non ha mancato occasioni per far sentire la sua voce, né trascurato l’ascolto di una comunità che più volte ha gridato aiuto, rispondendo con eventi utili al richiamo dei disattenti, dialogando con le parrocchie, con le istituzioni e le aggregazioni sociali del territorio.

L’Ufficio, sostenendo il forte legame fra questioni ambientali e questioni sociali e umane, ha in più occasioni stimolato il ripensamento degli stili di vita di ognuno, ponendo l’accento sulla necessità di trasferire alle generazioni future un creato incontaminato, né ha taciuto il richiamo ad una spiritualità orientata ad una “conversione ecologica”, connotata da comportamenti leggeri, orientati alla giustizia e sostenibili sul piano personale, familiare e comunitari.

Nel messaggio di quest’anno papa Francesco richiama l’attenzione sulla questione dell’acqua, che è vita e bene primario da mettere a disposizione di tutti. Ogni persona ha diritto all’accesso all’acqua potabile e sicura. Drammatico è il problema della scarsità d’acqua, dello spreco e dell’inquinamento delle falde acquifere; inquietante è la tendenza alla privatizzazione di questa risorsa. Di tutto questo la Giornata sarà occasione di riflessione e di progettazione.

Di Orlando Lombardi

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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