Società

Pubblicato il 23 Ottobre 2018 | di Silvio Biazzo

Fermo “no” alla concorrenza sleale di acconciatori ed estetisti

L’iniziativa sposata dalla Cna ha come base di riferimento la concorrenza sleale in danno delle attività che rispettano la legge.

Per contrastare il fenomeno, piuttosto diffuso, degli acconciatori ed estetisti che lavorano senza partita iva, Cna Sicilia ha deciso di presentare una proposta di disegno di legge da sottoporre all’Assemblea regionale siciliana. Il documento è stato illustrato a Ragusa, in occasione della “Giornata del Benessere” che si è tenuta nella sala conferenze “Pippo Tumino”.

Fermo restando l’obbligo di mettersi in regola con il fisco e di osservare gli adempimenti richiesti, il testo prevede la possibilità di poter esercitare la professione presso l’abitazione del cliente, ma solo in caso di sua malattia o altro impedimento fisico, nonché a casa propria purché i locali utilizzati dispongano dei requisiti previsti dalla normativa in materia di urbanistica, edilizia, sanità e sicurezza e siano dotati di ingressi e servizi igienici autonomi.

Inoltre il professionista è tenuto ad esporre le tariffe applicate ai diversi trattamenti. In caso di violazione rischia una sanzione pecuniaria di 250 euro, sanzione che sale a 5.000 euro per chi esercita senza il possesso dell’abilitazione professionale richiesta.

Al Comune spetta il compito della vigilanza, di diffidare chi lavora in nero ad adeguarsi alla normativa, di disporre eventualmente la sospensione dell’attività o la chiusura attraverso l’apposizione dei sigilli, nel caso in cui il professionista continui ad ignorare i provvedimenti.

“Vogliamo che si metta ordine e si disciplini in modo chiaro, netto ed organico, questo comparto – spiegano Nello Battiato e Piero Giglione, rispettivamente presidente e segretario della Cna Sicilia – i nostri dirigenti, con professionalità ed impegno, hanno elaborato delle proposte, prevedendo in questo progetto di legge tutti quegli elementi ritenuti fondamentali e peculiari a tutela della categoria.

Siamo sicuri che, superato il normale iter parlamentare, il testo possa, quanto prima, diventare legge in modo da dotare la Sicilia di un apposito e puntuale quadro legislativo che dia riconoscimento e dignità alle attività degli acconciatori e degli estetisti”.

Soddisfazione esprime anche il responsabile regionale dell’Unione Benessere Cna, Turi Belfiore, il quale ha tenuto la relazione introduttiva. “È stato fatto un importante passo in avanti – spiega – segnato dalla significativa condivisione e sostegno al progetto da parte del presidente della III commissione legislativa Ars Attività produttive, Orazio Ragusa, e dalla parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo. Adesso coinvolgeremo i territori, con iniziative mirate, nella speranza che sala d’Ercole quanto prima vari questa benedetta legge”.

Ad aprire i lavori i saluti del presidente territoriale Cna Ragusa, Giuseppe Santocono, e della presidente regionale dell’Unione Benessere Cna, Maria Carmela Modica Belviglio. La sessione antimeridiana, che ha visto anche l’intervento del presidente Battiato, è stata conclusa dal segretario nazionale Benessere Cna, Filippo D’Andrea.

Nel corso della seduta pomeridiana presentate le misure e le prestazioni, erogate a favore delle imprese e dei lavoratori del comparto Benessere, dall’Ebas (ente bilaterale) e da San.Arti (prevenzione sanitaria).

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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