Vita Cristiana

Pubblicato il 30 Ottobre 2018 | di Redazione

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Ecco le virtù che alimentano la gioia di essere famiglia

Celebrata a Monterosso Almo l’annuale festa diocesana con le riflessioni di don Antonio Carcanella

Ascolto, comprensione, rispetto, disponibilità, accoglienza, sostegno, accettazione dei propri ed altrui limiti, pazienza: l’esercizio di tali virtù è la migliore cura per la famiglia. È una delle riflessioni che don Antonio Carcanella, direttore dell’ufficio regionale di Pastorale Familiare, ha consegnato ai partecipanti alla Festa diocesana della Famiglia che si è celebrata a Monterosso Almo. La famiglia, che come dice Papa Francesco, è guida e punto di riferimento, porto sicuro dove rifugiarsi e sentirsi protetti, barca a vela su cui navigare insieme, ora in acque agitate, ora in acque tranquille, ma sempre in relazione.

È stata una soleggiata Monterosso ad accogliere i numerosi partecipanti alla Festa della famiglia che, come ogni anno, si svolge la prima domenica del mese di ottobre. A dare il benvenuto presso piazza San Giovanni, è stato il gruppo organizzatore della giornata con i direttori dell’ufficio per la Pastorale della famiglia, i coniugi Pino e Maria Silvia Petrolito e don Innocenzo Mascali. Quest’ultimo, rifacendosi all’icona biblica dell’incontro, le nozze di Cana,  ha proposto una bellissima e profonda preghiera di don Tonino Bello dedicata a Santa Maria, donna del vino nuovo.

L’interesse nei riguardi della famiglia è partito dal Concilio Vaticano II, quando la Chiesa prese coscienza che la famiglia deve essere considerata “chiesa domestica”. Dopo Sinodi, Giornate mondiali e varie altre iniziative volte ad approfondire sempre più le tematiche familiari, il Giubileo del 2000 ha definitivamente dato la svolta, mettendo al centro la famiglia.

Don Antonio si è soffermato sulla “Gioia di essere famiglia” e ha subito posto l’attenzione sul significato della parola gioia: è emerso che la vera gioia significa essere in relazione, crescere insieme, giocare insieme, a qualunque età, in qualunque modo, essere un unico corpo, essere comunità.

La famiglia è il luogo stabile della condivisione dei beni materiali certamente, ma soprattutto delle esperienze, delle emozioni, sogni, fallimenti, successi, ansie e soddisfazioni. Essere famiglia è uno stile di vita, l’altro sa che può contare su di te; ciò dovrebbe stare alla base del periodo in cui ci si prepara al matrimonio, quando si lavora per un progetto. Dopo aver celebrato le nozze, dovrebbe avvenire gradualmente un importante passaggio dal fare famiglia, all’essere famiglia per fare ancora e crescere, maturare come singoli, come coppia, come genitori.

Questi sono stati gli spunti di riflessione che hanno accompagnato tutti quanti per il resto della giornata che è proseguita con i giochi proposti dai clown dell’associazione “Ci ridiamo su”, con momenti di scambio, confronto e dialogo fra tutti e che si è conclusa con la santa messa presieduta dal vescovo monsignor Carmelo Cuttitta.

 

Claudia e Pippo Impoco

 

 

 

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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