Cultura

Pubblicato il 26 Novembre 2018 | di Orazio Rizzo

“Belli senz’anima”, consigli e suggerimenti sull’antica e difficile arte dell’educare

Sarà presentato tra qualche settimana il nuovo lavoro del Dott. Giuseppe Raffa dal titolo significativo:“Belli senz’anima”, un compendio di pedagogia, di consigli, suggerimenti, una lettura sulla realtà giovanile e genitoriale supportata da dati e soprattutto dalla esperienza maturata nel campo in quasi venti anni.

Il Dott. Giuseppe Raffa, vittoriese doc, classe ’61, una laurea in Pedagogia, coordinatore dell’ambulatorio antibullismi della ASP di Ragusa; può vantare sette pubblicazioni al suo attivo, tutti lavori per giovani e famiglie. Gira tutte le scuole della provincia e dallo scorso anno anche quelle siciliane, per incontrare i giovani e gli studenti, ma non solo.Tra le voci più autorevoli del settore, Raffa è responsabile per il Sud Italia del Co.Na.Cy (coordinamento nazionale cyberbullismi) e componente dell’osservatorio nazionale sui bullismi del Club service Kiwanis, Distretto Italia – San Marino. Da tempo collabora con il Dott. Luca Bernardo, il “gotha” del settore, di recente nominato consulente del Ministro della Pubblica Istruzione per il fenomeno dei bullismo e del cyber bullismo. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare della sua ultima fatica editoriale, l’ ottava, dal titolo emblematico e significativo. Parla con tono pacato ma deciso Raffa, sicuro e determinato. Conosce bene la materia e sa trasmetterla, appassionandoti, utilizzando un linguaggio chiaro, comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Dalle sue parole traspare ed emerge tutta la passione che lo spinge e lo motiva allo stesso tempo.

Dott. Raffa, partiamo proprio dal titolo: perché “Belli senz’anima” ?

Il titolo riprende una straordinaria canzone di Cocciante, “Belli senza anima”, ma in questi caso parliamo di alcuni o molti dei genitori di oggi; sono alla moda si vestono come i figli, si pongono simmetricamente con loro, cioè alla pari; si fanno chiamare per nome, fanno gli amiconi dei propri figli, ma non hanno l’anima, ovvero quel non luogo che custodiva – nei genitori di una volta -, i valori e i riferimenti l’esempio educativo, il principio di autorità e giustizia e per quanto riguarda le mamme, l’affettività, l’accudimento, l’educazione ai sentimenti. Oggi i nuovi papà e le nuove mamme – non tutti ovviamente – sono dei “cavalieri inesistenti”, come il famoso titolo del romanzo di Italo Calvino, la storia di un cavaliere del Medioevo, munito di armatura ma all’apertura della visiera non c’era niente, il nulla. Ecco, molti di essi sono dunque così: belli senza anima e cavalieri inesistenti.

Belli senz’anima, un libro sul fenomeno del bullismo o cos’altro?

Non è un libro sul bullismo in quanto tale, ma fa capire perché molti giovani di oggi sono violenti senza motivo, si comportano male a scuola, sono anaffettivi, soffrono di alessitimia, ovvero quella malattia che non fa riconoscere i propri sentimenti ne quelli degli altri, fanno bullismo sociale e scolastico, cyberbullismo; l’85% di questo triste fenomeno è certamente colpa di questi genitori che hanno abbandonato il loro ruolo educativo o il loro stile genitoriale, oppure utilizzano degli stili sbagliati. Un esempio tra tanti: il permissivismo e l’autoritarismo o i genitori che si pongono simmetricamente da amiconi con i figli. Tutto sbagliato.

Ci parli un po’ del suo lavoro e dei destinatari.

A chi ha pensato scrivendo Il libro è essenzialmente rivolto ai genitori e a i loro errori educativi, a chi ha il dovere di educare. Da questi errori partono gran parte di bullismi giovanili: scolastico, sociale tecnologico che sono i più devastanti, per non parlare di quello omofobico, razziale, tra fratelli, quello verso il disabile, verso chi è bravo a scuola. Il libro è un compendio di pedagogia che vuol far capire dove nasce il problema e come affrontarlo. Nel testo fornisco consigli, suggerimenti, sollecitazione per migliorare o acquisire nuove competenze pedagogiche e tecnologiche. I giovani di oggi, al di là del problema esposto, sono anche “nuovi adolescenti” non solo adolescenti, con un cervello diverso da quello delle passate generazioni a causa delle tecnologie che hanno causato una autentica rivoluzione che noi adulti non abbiamo ben compreso. Il loro pensiero è sintetico non più selettivo ed analogico, è un pensiero digitale, pensano, si muovono ed agiscono con il telefonino in mano. Sono i c.d. nativi digitali, quelli che vanno dal 2000 ad oggi. Se non capiamo il problema non riusciremo mai ad accudirli e ad affrontarli.

Dott. Raffa, in “Belli senz’anima”, si parla anche di storie vissute, di fatti o vicissitudini che possono aiutare il lettore ad entrare meglio nel contesto narrativo?

Non in senso stretto. Per motivi di deontologia sono legato al segreto professionale e non potevo dettagliare fatti o casi altrui. Il libro è certamente anche frutto di storie personali e vicissitudini private; non ci sono casi specifici ma citazioni volanti e fanno riferimenti alcuni a fatti reali, altri a letture e lavori messi insieme negli ultimi tre anni e mezzo. Il testo è sopratutto frutto della mia quasi ventennale esperienza nel settore e dei miei studi, ricerche, letture sul fenomeno. Contiene anche i dati di una mia ricerca regionale condotta in collaborazione con il Kiwanis della Sicilia. Insieme al Co.Na.Cy, del quale sono coordinatore per il Sud Italia ho condotto la scorsa primavera una indagine per capire se e come il bullismo, ed in particolare il cyber bullismo, sia diffuso nella provincia di Ragusa e nelle varie provincie siciliane; ovviamente la risposta è scontata, insieme alle dipendenze tecnologiche ed a tutti i problemi legati all’abuso e all’utilizzo scorretto di tecnologia.

Ci sembra di capire che il fenomeno sia più diffuso di quanto pensassimo e che sia tra le criticità più emergenti in ambito giovanile. Proviamo a tradurlo in cifre e numeri.

In base alla mia esperienza il cyberbullismo è presente nelle scuole siciliane da me frequentate, nelle 8 su 9 provincie siciliane, al 60°%-65% dei casi; i nostri giovani rimangono collegati in media 6-7 ore al giorno ed un 25%-30% rimane collegato ed una percentuale ancora maggiore, anche fino a 4 o 5 ore, con una esposizione al fenomeno maggiore, una vera droga. Altro dato che mi ha fatto riflettere è che quasi nessuno si rivolge agli insegnanti, forse 1 su 10 ed è gravissimo ed impone ai docenti di informarsi e formarsi. Il cyberbullo non è un estraneo lontano dal nostro mondo, ma è in genere uno della stessa scuola o istituto e perfino dalla stessa classe.

Ci parli di altre criticità registrate nel libro e nei suoi studi.

Il sexting, ovvero la trasmissione di foto intime in rete, un fatto gravissimo che ha portato anche al suicidio chi ne è rimasto vittima; è il caso di Carolina Picchio, suicidatasi nel 2013 a Novara, atto a seguito del quale è nato l’iter della legge 71 sul cyber bullismo, scritto ed approvato all’unanimità dal Parlamento e che individua il fenomeno come reato; siamo tra i primi Stati in Europa ad avere una legge simile che tuttavia non è completa in quanto non tiene conto del supporto ai genitori. Non si può bonificare un fiume dalla foce ma dalla fonte. La legge non considera le famiglie che invece hanno più bisogno di aiuto dei ragazzi. Occorre Intervenire sui genitori e sostenerli. A livello regionale, l’On. Giorgio Assenza, di Comiso, mi ha chiesto un parere ed un aiuto professionale sul testo di una legge che lo stesso sta presentando al Parlamento siciliano. Ho fatto ben presente che qualsiasi intervento legislativo non può sottintendere dal primario aiuto e sostegno verso le famiglie che devono essere coinvolte, sollecitate e ri-educate.

Il libro è già stato presentato a Milano, ci racconti in quale occasione e quando, invece, sarò proposto alla città di Vittoria.

Si, il libro è stato presentato il 9 novembre alla quarta edizione dell’Hot topics in Pediatria, tenutosi presso l’Hotel Nhow a Milano, a cui ho preso parte per la seconda volta consecutiva. Unico siciliano presente. Umile ma determinato, ho relazionato e presentato la mia fatica editoriale, la cui prefazione è stata curata dal dott. Luca Bernardo che mi ha onorato di questo graditissimo dono. Lo stesso Dott. Bernardo è stato da poco nominato consulente del Ministro della Pubblica Istruzione per il fenomeno dei bullismo e del cyber bullismo, nominandomi nel comitato ristretto di 20 “saggi”, detto pensatoio, che supporteranno il Ministero in progetti antibullismi in tutte le scuole e le realtà giovanili italiane. Responsabilità che mi inorgoglisce, ma della quale ancora non conosco la portata. A Vittoria, invece, sarà presentato il 12 dicembre 2018 all’ interno del “Vittoria Peace film Festival” che si tiene ogni anno presso il Golden Hall.


Autore

Orazio Rizzo



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