Società

Pubblicato il 7 Marzo 2019 | di Silvio Biazzo

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La strada verso l’emancipazione femminile

8 marzo 1908, questa data segna l’origine della giornata che pone la donna al centro dell’attenzione della società: 129 operaie della fabbrica tessile Cotton di New York bruciano vive all’interno dell’opificio in seguito ad un incendio. Il giorno dopo migliaia di lavoratrici invadono le strade della magalopoli americane per denunciare le condizioni di insicurezza in cui sono costrette a lavorare e lo sfruttamento massacrante cui sono sottoposte.
Da allora ancora lunga e tortuosa è stata la strada per potere raggiungere determinati traguardi e conquiste , ma soprattutto per potere fare affermare come l’emancipazione femminile fosse una componente irrinunciabile del progresso della società. E così diventano problemi da risolvere l’ istruzione delle donne, una adeguata normativa che tutelasse il loro lavoro a tutti i livelli, l’allargamento delle possibilità occupazionali, l’abolizione della incapacità giuridica della donna coniugata, la totale conquista dei diritti civili e politici. Oggi queste istanze sono state esaudite (o quasi), almeno nelle nazioni della sfera occidentale. L’emancipazione femminile, intesa come uno dei momenti cardine dell’intero consesso civile e non come un superficiale stato di parità tra uomo e donna, oggi non è più in discussione. Ed il nostro Paese può vantare norme adeguate a cominciare, per esempio, dal voto alle donne, alla legge sul divorzio, alla parità tra i due sessi, alla tutela della maternità, mettendo finalmente in pratica quanto sancito dalla nostra Carta Fondamentale. Le donne oggi sono state ammesse ad espletare qualsivoglia attività (basti pensare a quella militare), abbiamo così la donna “lupo di mare”, la donna prefetto o questore o commissario, la donna capo-stazione, la donna presente nei vari corpi delle forze dell’ordine, la donna manager, ampi spazi sono stati conquistati nella politica, ed altro ancora. Ed anche sui di lavoro si sono fatti passi da gigante con diritto alla stessa retribuzione al pari dell’uomo. Solo le diversità fisiche e le relative esigenze fisiologiche hanno reso necessarie particolari regolamentazioni soprattutto a favore della donna lavoratrice la cui prestazione lavorativa deve contemperare anche l’adempimento delle specifiche funzioni familiari legate soprattutto alla maternità.

Ma nonostante tutte queste conquiste la donna oggi deve affrontare altre “nuove” sfide e problematiche specie il fenomeno dilagante della violenza in massima parte consumata tra le mura domestiche, e le cronache di questi ultimi anni registrano accadimenti sempre più numerosi ed a volte aberranti. Così pure non sembra essersi attenuato il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione o la disparità nei luoghi di lavoro: per tal motivo sono sorti movimenti ed associazioni mirati a dare appoggio morale, psicologico ed anche oltre, alle “vittime” di tali congiunture.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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