Resto al Sud o scappo al nord?
Ecco l’opportunità per restare o tornare
Restare o partire? Intere generazioni, non solo i giovani di questi nostri anni, hanno lasciato le loro città ed i loro paesi per trovare lavoro al nord Italia o all’estero. Il fenomeno è oggi lievitato causa la crisi economica che aggredisce le economie più deboli e che stenta a tramontare. A chi ha un’idea di business e vuole avviare un’impresa, a chi vuole cimentarsi nella libera professione ed avviare uno studio, a chi vuole tornare in un sud a misura d’uomo e provare, pur nelle difficoltà, a fare impresa, viene in soccorso un’agevolazione particolarmente interessante per le semplici modalità con le quali avanzare le istanze e soprattutto per la certezza dei tempi di concessione del contributo.

È la misura Resto al Sud, l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate dagli under 46 nelle regioni del Mezzogiorno, affidata alla gestione di Invitalia e che si muove su una piattaforma web e su un’app particolarmente gradita ai giovani destinatari. Interessa tutti i giovani, anche chi lo è meno, basta avere un’età inferiore a 46 anni, residenti nelle regioni del Sud, che non hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o non sono già titolari di un’attività d’impresa; e pure chi vuole esercitare una libera professione. Cosa si può fare? Si può aprire un bed&breakfast, una bottega artigianale o un panificio, si possono fare conserve di marmellata o di sottoli, si può aprire un asilo o si può fare una software house; cioè tutto quanto rientra nei settori della produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone e turismo. Purtroppo non si può aprire un negozio, né produrre fiori in serra poiché sono escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio. Quali sono i numeri che contano? Il finanziamento copre il 100 per cento delle spese e consiste in contributo a fondo perduto pari al 35 per cento dell’investimento complessivo e un finanziamento bancario a tasso zero per il restante 65 per cento. Ciascun aspirante imprenditore o professionista può ricevere fino a 50mila euro e, se costituisce una società o una cooperativa, 50mila euro per ogni socio che abbia i requisiti, fino ad un massimo di 200mila euro. Si possono spendere le somme ricevute per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici oltre che, con delle limitazioni, per le spese di ristrutturazione degli immobili e per le principali voci di spesa corrente utili all’avvio dell’attività. Verificati i requisiti, subito sul web, sito di Invitalia, per predisporre l’istanza esclusivamente on-line. Il resto vi sarà svelato poco a poco, come in un libro giallo, ma chi è curioso fin d’ora può trovarlo sul sito citato.
Per chi volesse un’opportunità in più, presso la fondazione San Giovanni Battista di Ragusa (info@fsgb.it) si svolgono i corsi “Yes I start up”, iniziative di formazione per l’avvio d’impresa e di presentazione di ulteriori opportunità di finanziamenti e agevolazioni.
Emanuele Occhipinti
