Società

Pubblicato il 4 Agosto 2019 | di Redazione

Alcol, droghe e smartphone

È un bollettino di guerra, di una guerra silenziosa e non dichiarata ma per questo non meno sanguinosa, il bilancio delle vittime cadute sulle nostre strade negli ultimi giorni. Anche la nostra provincia ha pagato il suo tributo di sangue, con i due cuginetti di 11 e 12 anni, Alessio e Simone, falciati da un Suv guidato da un conducente che si era messo al volante dopo aver consumato alcol e droghe.

L’Italia si colloca al terzo posto in Europa per numero di vittime della strada. Eccesso di velocità, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, uso del cellulare le principali cause. Purtroppo contro la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe si combatte ad armi spuntate. «Nel contrasto all’uso degli stupefacenti – avverte Giordano Biserni, presidente dell’Associazione amici e sostenitori della Polizia stradale – siamo all’anno zero. Oltre alla polizia, sono necessari sanitari sul posto che certifichino lo stato alterato. Un sistema che richiede molte energie e dà pochi risultati, anche perché in questi ultimi dieci anni sulle strade statali e provinciali, dove si verifica la maggior parte degli incidenti, le pattuglie sono diminuite di 79mila unità». E gli etilometri? «Sono pochi e spesso rimangono fermi mesi per la revisione». A questo si aggiunge «la mancanza di campagne antialcol, antidroga e contro le stragi del sabato sera come si faceva nel primo decennio del 2000».

Particolare emozione ha suscitato anche la morte del tredicenne Francesco Provenzano in uno schianto mentre il padre alla guida aveva appena pubblicato un video su Facebook. «Purtroppo – replica l’esperto – nel 2019 abbiamo aggiunto alla sbornia da alcol il delirio da smartphone: siamo in una fase di overdose da social network: far vedere i nostri selfie o i nostri video mentre siamo alla guida, un delirio con conseguenze drammatiche. È come se in una partita di calcio i giocatori si accorgessero che l’arbitro non ha più né il cartellino giallo né il cartellino rosso».

A questo riguardo, il disegno di legge per il nuovo Codice della strada, approvato in prima lettura in Commissione Trasporti alla Camera e che ora dovrà passare in aula a Montecitorio e in Senato, dove potrebbe subire ulteriori modifiche per poi diventare operativo entro la fine del 2019, prevede la sospensione della patente da sette giorni a due mesi per chi usa il cellulare alla guida. «Se si cominciasse una sana cura con sospensioni almeno di un mese alla volta, già sarebbe un buon risultato – chiosa Biserni –. Il problema è che l’utilizzo del cellulare alla guida non è di facile contestazione. Per certificare la violazione vengono chieste prove da Ris di Parma mentre i giudici di pace accolgono i ricorsi con estrema facilità; è una battaglia tutt’altro che semplice”. Per l’esperto occorre prevenire con un’ampia campagna informativo-educativa. “Bisogna spiegare a ragazzi, giovani e adulti che in quei 7/8 secondi nei quali guardi lo smartphone mentre vai a 100 km/ora in autostrada percorri bendato 200 m al buio e rischi la vita. In un centro urbano a 50 km/ora ora in 6/7 secondi percorri quasi 100 metri, il che può significare la morte di un pedone».

Giovanna Pasqualin Traversa

 

 

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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