Politica

Pubblicato il 9 Settembre 2019 | di Vito Piruzza

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La pazza crisi del mese di agosto. La febbre di potere dell’ex ministro

Volendo fare una estrema sintesi della situazione prenderei a prestito l’aforisma del mitico Ennio Flaiano: “La situazione è grave ma non è seria”! Cosa infatti si può dire di questa pazza crisi di governo agostana? Come nella migliore tradizione da operetta il bellimbusto chiede “la prova d’amore” alla candida fanciulla e avendola sedotta dopo tre giorni l’abbandona; il 5 agosto Salvini richiede la fiducia sul decreto “Sicurezza bis” indigesto a gran parte dei pentastellati che rischiano la spaccatura, alcuni addirittura sfidando le sanzioni disciplinari del gruppo non partecipano al voto, e puntuale dopo tre giorni il “capitano” in diretta dalle spiagge d’Italia dichiara finito il governo gialloverde.

Ma qual è la vera motivazione di questo colpo di mano estivo? Qualche osservatore la trova nella voglia di Salvini di evitare il confronto parlamentare sulla vicenda Savoini- Russia, ma di certo hanno inciso i risultati elettorali della Lega alle europee 34,3% e i successivi sondaggi che davano la Lega al 38%: si sa quando si supera il 37 è febbre … di potere, ed infatti eccolo richiedere “pieni poteri”!

Andato a vuoto il colpo di mano ferragostano, e preso atto del cambio di opinione dei gruppi parlamentari del Pd che sono repentinamente passati dalla chiusura assoluta verso il M5S alla disponibilità a incontrarsi per salvare la finanziaria (ma anche la legislatura atteso che in caso di nuove elezioni le liste verrebbero stabilite dalla nuova segreteria che potrebbe immolare parecchi “renziani”), il ministro dell’Interno si lancia anch’esso in una spericolata giravolta “mai detto di voler staccare la spina …”, ennesimo caso di presentazione di sfiducia … “a sua insaputa”. Si perché a volte la toppa è peggio del buco come l’appello alla “piazza” in caso di maggioranza alternativa che fatta dal ministro che dovrebbe garantire l’ordine pubblico sembra … come dire, un po’ azzardato. Ovviamente in queste condizioni sarebbe troppo chiedere che chi presenta la mozione di sfiducia ritiri i ministri e i sottosegretari dal governo … ed infatti a sorpresa, la Lega invece di ritirare i ministri, durante da discussione in aula ritira, come se nulla fosse, la sfiducia!

Ed eccoci alla discussione in Senato con il Presidente che prima di salire a rassegnare le dimissioni si leva i sassi (il diminutivo non renderebbe l’idea) dalle scarpe e finalmente rimette la palla all’arbitro Mattarella che ha messo fine alla commedia incardinando tutto nel rigore istituzionale che tutti gli riconoscono. Il seguito alla prossima puntata.

Scusate amici lettori per questo tono un po’ scanzonato, contrariamente a chi ha a cuore la gestione del potere, so che parliamo del Governo che dovrebbe affrontare i nostri tanti problemi nazionali: indigenza, economia, sanità, disuguaglianze sociali, disoccupazione, scuola etc. etc., so che senza governo babbo natale ci regalerà un aumento dell’Iva che mortificherà ulteriormente la nostra economia, ma come in Pierrot il sorriso e la lacrima possono coesistere.

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Vito Piruzza



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