Cultura Calù e il lago Kivù

Pubblicato il 16 Novembre 2019 | di Eleonora Pisana

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In scena a Ragusa una favola chiamata Africa

Un evento con i bambini per i bambini, una storia a lieto fine anche nella realtà perché porterà alla costruzione di una scuola nel villaggio di Makifu, in Tanzania. È lo spettacolo teatrale “Calù e il Lago Kivù” promosso dal Progetto Tanzania, un progetto di volontariato per la costruzione e il completamento di scuole in Tanzania, iniziato con l’Ambasciatore d’Italia in Tanzania, dott. Luigi Scotto, che nel 2014 si è recato personalmente nella regione di Iringa, raggiungendo la missione di padre Salvatore Ricceri, a Kitanewa. Da allora, è stato un susseguirsi di contatti e di iniziative per completare e costruire scuole.

Lo spettacolo, organizzato da “Abaco- Il teatro conta” e “ASD Danza Mila Plavsic”, in collaborazione con gli scout del gruppo Agesci ragusa 2 e Soroptimist International; andrà in scena a Ragusa sabato 30 novembre alle ore 18:00 presso il Teatro Mila Plavsic, in via G. A. Cartia 34.

Una storia, il cui testo e regia sono a cura di da Fabio Guastella, con le musiche originali di Peppe Arezzo; che parla di come poter risolvere i conflitti senza usare la violenza, solo con l’astuzia e che tratta argomenti importanti come il bullismo e il rispetto delle diversità. 

Una fiaba che da settembre viene rappresentata in giro per le scuole e i teatri della Sicilia, ma che il 30 novembre assumerà una valenza in più, poiché servirà a portare qualche sorriso non solo sulle labbra dei piccoli ragusani, ma anche dei loro coetanei in Tanzania. 

A fine spettacolo è prevista una merenda per tutti i partecipanti. Per ulteriori info e prenotazioni rivolgersi alla pagina facebook ASD Danza Mila Plavsic.

 

 

 

 

 

 

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Autore

Eleonora Pisana

Diplomata in maturità classica, studia Scienze della Comunicazione a Catania. Ha collaborato con alcune testate giornalistiche on-line e ha svolto un tirocinio presso il quotidiano “La Sicilia” di Ragusa. Attualmente volontaria del servizio civile presso l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ragusa.



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