Cultura

Pubblicato il 21 Gennaio 2020 | di Redazione

Giorgio La Pira: da Pozzallo al mondo. Il sindaco dagli orizzonti infiniti

Quando si parla di santità in politica il primo pensiero va a Giorgio La Pira. Le sue origini pozzallesi lo aiutarono a specchiarsi nel Mediterraneo e ad aprirgli orizzonti senza confini. Ma è nella città, da sindaco, che ha manifestato al mondo la sua santità. La formazione culturale a Messina, l’amicizia con Salvatore Quasimodo, la conversione al cristianesimo, la “vestizione” come terziario domenicano sempre a Messina hanno consegnato a Firenze, all’Italia e al mondo un politico che non ha mai scisso il suo impegno dalla preghiera. «Dobbiamo imparare a pregare con il mappamondo sul comodino» amava ripetere.

La vita di La Pira offre aspetti di grande fascino: è un uomo che ha saputo parlare con i grandi della terra; ha dato un contributo determinante alla stesura della Costituzione italiana, ed è stato il primo politico occidentale a varcare la “cortina di ferro”, invitato dal sindaco di Mosca.  Ma non ha mai dimenticato, nel suo impegno di amministratore, le esigenze e i bisogni della città, si è speso in ogni modo per i poveri, i senzatetto, i disoccupati. Il suo stile di vita sobrio, quasi ascetico, unito a una carica dirompente di simpatia, ne fanno una figura di grande attualità. La Pira diceva che oggi, se si vuole bene alle persone, bisogna fare politica. Per i laici cristiani la politica non è un optional, ma un impegno necessario.

«Tutto quello che la Pira diceva e faceva – afferma Mario Primicerio, suo allievo e oggi presidente della fondazione La Pira – era permeato da una prospettiva di fede. Una fede, la sua, che sfociava in un atteggiamento di obbedienza nei confronti della Chiesa, che andava però di pari passo con l’assunzione di responsabilità.  Un vero modello di laico che giustamente la Chiesa ha voluto proporre in tutta la sua esemplarità attraverso l’apertura della causa di beatificazione. Per la Pira – continua Primicerio – la politica è intesa come servizio. La Pira è stato innanzitutto membro della Costituente e il suo contributo fu fondamentale nell’elaborazione della nostra Costituzione, per esempio nella formulazione della nostra Repubblica come “fondata sul lavoro”. Anche grazie a lui i diritti della persona figurano al primo posto nella nostra Carta.  La massima espressione di impegno politico si ebbe poi, come è noto, nel lungo periodo nel quale fu sindaco di Firenze».

Uno degli aspetti più conosciuti di La Pira è il suo impegno per la pace. «Fu un grande protagonista – ricorda ancora Primicerio – in tutte le questioni calde di quegli anni: il Mediterraneo, il dialogo in Europa nel momento di massima incomunicabilità tra Est e Ovest, il trattato di Helsinki… Tenne aperto un dialogo che all’epoca sembrava senza sbocchi. Profetica anche la sua attenzione al Mediterraneo ed alla Terra Santa. Egli ha sempre pensato che non poteva esistere l’Europa senza il Mediterraneo, da lui definito il “grande lago di Tiberiade”, e riteneva che l’Italia avesse in questo un ruolo centrale».

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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