Attualità

Pubblicato il 6 Novembre 2020 | di Lettera in Redazione

Lettera a Vittorio Fortunato

Caro Vittorio,
sei nato solo da poche ore e chissà se e quale idea ti sei fatto di questo mondo.
Non fermarti però alla prima impressione, perché altrimenti ti verrebbe il desiderio di tornare da dove sei venuto.
Tu che per nove mesi sei stato nel caldo grembo della tua mamma… e dopo pochi istanti dalla tua nascita ti sei ritrovato in un sacchetto, nel freddo asfalto di quella città.
Caro Vittorio,
non fermarti alle apparenze e permettici di raccontarti qualcosa di questo mondo, nel quale non hai chiesto di venire, ma dove, se imparerai a vivere, troverai tante cose meravigliose.
Non credere a chi ti dirà che il nostro mondo è solo violenza, oppressione e abbandono.
È vero, esistono molte persone che passano la loro vita seminando odio; ma guardando in giro ti accorgerai presto che la solidarietà e l’amore sbocciano come fiori inaspettati, anche nei terreni più difficili. Proprio come è successo a te in questi giorni.
I pannolini, i biberon e i vestiti nuovi. La gara di solidarietà. Il cuore buono.
Da queste parti si fatica spesso ad arrivare a fine mese e ogni giorno si impara e si sperimenta l’arte della sopravvivenza; ma quando qualcuno ha bisogno di un aiuto o arriva un bimbo nudo e infreddolito in ospedale, non abbassiamo lo sguardo.
Abbiamo il cuore grande e c’è sempre spazio per fare il bene.
Le difficoltà della vita le dividiamo e se sono troppo grandi o troppo pesanti, facciamo metà ciascuno e insieme le superiamo!
Tu ancora non sai, ma il nostro mondo talvolta è carico di tristezza; tu però non chiudere gli occhi davanti alle buie realtà e con la stessa curiosità e determinazione di quel passante, che dentro quel sacchetto ha incrociato i tuoi occhi, afferra, affronta e salva la vita.
Crescendo, conoscerai la storia di un Bambino che, come te, nacque in una fredda sera d’inverno.
Quel bimbo insegnò ad amare gli altri, disse che il nostro prossimo è anche chi non ci sta simpatico, parlò di fratellanza e di amicizia. Di solidarietà e di amore incondizionato, lo stesso che non ci fa mai sentir soli e abbandonati.
Guardati da coloro che non sanno sorridere ai più piccoli, da chi non sa sognare, da chi non sa riconoscere la bellezza di un tramonto o di una giornata di pioggia, da chi rimane indifferente e non sa perdersi negli occhi bisognosi di un bambino.
Gioisci, per quello che sarai e per chi diventerai. Riempi il tuo cuore di umanità e riversala nel cuore di tutti quelli che incontrerai. Impara l’arte del perdono nei confronti di chi non rispetta la vita o decide di abbandonarla.
“Perdonali, non perché essi meritano il perdono ma perché tu meriti la pace”
E perdona anche noi se non siamo riusciti a donarti un mondo perfetto, un mondo giusto dove ogni bambino ha diritto di essere accolto nell’amore e non sul ciglio di una strada.
Perdonaci se non avremo risposte a tutte le tue domande.
E grazie piccolo guerriero!
In un periodo in cui una pandemia stravolge la nostra quotidianità, gli abbracci sono vietati, i legami e gli affetti sono messi a dura prova, sei nato tu e ci hai ricordato che la vita trionfa ed è più forte della morte e delle bruttezze di cui siamo capaci.
Ci stai insegnando che l’amore non conosce limiti.
Perché quando tutto crolla e niente va nella giusta direzione, l’amore, solo l’amore, è tutto ciò che ci rimane.
Ora dormi piccolo e sogna cose belle.
La vita ti aspetta.
Alessia Battaglia




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