Cultura

Pubblicato il 16 Aprile 2021 | di Redazione

A Comiso formella dell’Annunciazione opera artistica di don Franco Forti

Inaugurata a Comiso un’artistica formella in terracotta raffigurante l’Annunciazione. L’opera è stata realizzata da don Franco Forti, parroco della chiesa di San Giuseppe, ed è stata collocata a pochi passi dalla storica Porta del Cassero che da via Tenente Meli immette in corso Vittorio Emanuele. La formella è stata svelata, non certo a caso, lo scorso 25 marzo, presenti lo stesso autore, il parroco dell’Annunziata don Girolamo Alessi che l’ha benedetta, il sindaco Maria Rita Schembari e una folla di amici e curiosi.

L’autore, non nuovo a performance artistiche, ha saputo interpretare in chiave moderna la scena dell’Annunciazione rispettandone però l’impianto iconografico classico. Infatti, ritroviamo i tre elementi essenziali dell’iconografia dell’Annunciazione, ossia la Vergine, l’Angelo e la Colomba dello Spirito Santo. I chiari rimandi alla classicità non si esauriscono qui. Ne è conferma la bipartizione dello spazio alla moda medioevale e soprattutto rinascimentale, col giglio con alla sommità dello stelo tre corolle fiorite, simbolo della verginità di Maria prima, durante e dopo il parto al centro della scena. L’angelo, a sinistra, avvolto dalle nuvole indica una dimensione divina. La Vergine Maria, nella parte destra della rappresentazione, seduta su uno sgabello con un libro chiuso sulla mano sinistra e sullo sfondo un muro, simboleggia quella terrena.  La colomba vola sul filo di un fascio di luce verso la Vergine: è il tragitto che rappresenta l’Incarnazione di Cristo attraverso lo Spirito Santo che scende dal cielo. L’ampio drappeggio delle vesti dell’angelo e di Maria movimenta la scena. Il primo è raffigurato nel momento in cui appare alla giovane prescelta da Dio, infatti la gamba destra è ancora in movimento, la seconda è raffigurata seduta nell’istante in cui avverte la presenza dell’altro e si volge verso di lui ruotando sul proprio asse sullo sgabello, tant’è che i capelli e il fazzoletto che le copre la testa fluttuano nell’aria mentre la gamba sinistra asseconda il movimento di tutto il corpo. La modernità dell’opera si ravvisa nel tratto del modellato, scevro da ogni indugio manieristico, tendente all’essenziale pur senza sconfinare nell’avanguardia artistica, mentre la ricercatezza di qualche particolare è funzionale alla rappresentazione.

Piuttosto originale appare l’aspetto psicologico di Maria, affatto turbata dalla presenza dell’angelo, anzi nell’interpretazione di don Forti sembra quasi dire “ti aspettavo”, mentre il particolare della lucerna accesa posta su una nicchia del muro alle spalle di Maria, in contrappasso con le vergini stolte di evangelica memoria, fornisce un ulteriore elemento di riflessione e particolarità al lavoro del nostro sacerdote. In definitiva, un’opera che nel declinare a pieno la valenza dell’Annunciazione nell’economia della salvezza, sotto il profilo stilistico sintetizza bene la modernità artistica con gli echi classici e in ciò consiste lo stilema proprio di don Franco Forti.

Antonello Lauretta

 


Autore

Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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