Società

Pubblicato il 16 Giugno 2021 | di Redazione

Un cammino sinodale per annunciare il Vangelo in un tempo di rinascita

Stiamo vivendo un tempo di profondi e inediti cambiamenti che coinvolgono anche le nostre comunità cristiane e coloro che in esse svolgono un compito, un ministero. È essenziale attivare un discernimento sensibile e attento che permetta di capire, valutare e orientarsi nella complessità del nostro tempo per comprendere come essere cristiani e Chiesa nell’oggi. Il discernimento comunitario ha lo scopo di scrutare la presenza di Dio nella storia, capire cosa Lui vuole e cosa ci sta dicendo e chiedendo; «mettersi in ascolto della vita personale e comunitaria per intercettare nuove domande e tentare nuovi linguaggi» (carta d’intenti per il cammino sinodale).

Con l’Assemblea Generale dei Vescovi, svolta a Roma dal 24 al 27 maggio 2021, i vescovi italiani, su impulso del Santo Padre, hanno dato avvio al “cammino sinodale delle Chiese in Italia”. Già il 17 ottobre 2015, in occasione dei 50 anni dell’istituzione del Sinodo dei vescovi, papa Francesco aveva affermato che «il cammino sinodale è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio».

La sinodalità, particolarmente sviluppata nei primi secoli, è stata riscoperta come frutto del Concilio Vaticano II, che ha messo in primo piano l’immagine di Chiesa come popolo di Dio, evidenziando l’uguale dignità di tutti i battezzati, chiamati alla santità e all’esercizio della missione. Lo stesso Concilio ha affermato che il popolo di Dio partecipa alla funzione profetica di Cristo, per questo occorre mettersi all’ascolto del suo sensus fidei. La sinodalità è una maniera di essere e di agire nella Chiesa, un camminare insieme, che favorisce la partecipazione di tutti i battezzati, in un processo di discernimento che fa vivere la corresponsabilità e la comunione al servizio della missione.

«Oggi la Chiesa che è in Italia è chiamata a un discernimento che generi conversione, comunione e corresponsabilità» (cardinale Gualtiero Bassetti, Introduzione alla 74. Assemblea Generale dei vescovi). Nel prossimo quinquennio, dal 2021 al 2025, la Chiesa Italiana sarà chiamata a riprendere in mano Evangelii Gaudium e il Discorso di Firenze di Papa Francesco per vivere il cammino sinodale e sviluppare riflessione e pratica pastorale partendo dall’ascolto dei territori, delle periferie, ossia delle parrocchie, delle diocesi. «Ascolto, ricerca e proposte dal basso» sono i tre momenti per operare una lettura spirituale e sapienziale delle situazioni attuali ed elaborare uno stile e una modalità nuova di presenza nella società. Il sinodo non è un evento, ma un processo, una modalità di vivere la Chiesa; è il cammino ecclesiale che tutti devono fare insieme. La sinodalità deve diventare lo stile di vita di ogni parrocchia e diocesi in quanto è espressione della fraternità fra i battezzati e la forma più visibile della comunione ecclesiale.

Per affrontare il cambiamento in atto nella società e trovare nuove vie per comunicare il Vangelo occorre camminare insieme, vivendo un clima di stima reciproca e costruttiva tra laici, presbiteri, diaconi e religiosi. Al cuore del cammino sinodale c’è l’ascolto della Parola di Dio e l’ascolto reciproco, attraverso cui si realizza l’ascolto della Spirito Santo, e la concretezza delle scelte pastorali, che sono il frutto del dialogo e del confronto franco e cordiale. È importante valorizzare ciò che di bello e di buono si è fatto negli ultimi anni e purificare e rinnovare la prassi ecclesiale, attraverso un costante discernimento comunitario. E, soprattutto, è fondamentale riaccendere nel cuore di molti la passione pastorale e la coscienza missionaria.

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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