Vita Cristiana

Pubblicato il 25 Dicembre 2021 | di Carmelo La Porta

Gloria in excelsis Deo, inno di festa

Nel Vangelo di Luca si narra che gli angeli festanti annunciano ai pastori la nascita di Gesù, figlio di Dio, intonando l’inno «Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati dal Signore». È l’inizio dell’inno che i fedeli fin dai primi secoli hanno intonato nelle celebrazioni della messa, subito dopo l’atto penitenziale.

Dalle testimonianze del Libro dei Papi (Liber Pontificalis) sappiamo che Papa Telesforo, tra il 128 e il 139 ordinò che nel giorno della nascita del Signore si celebrassero messe di notte e che si recitasse l’inno angelico cioè il Gloria in excelsis. Sarà poi Papa Simmaco (498-514) a disporre che l’inno Gloria in excelsis fosse recitato ogni domenica e nelle feste natalizie dei martiri.

Si tratta di un inno liturgico che lega la fede dei cristiani dei primi secoli con la preghiera dei cristiani di oggi che intonano festanti l’acclamazione degli angeli e sono invitati alla continua lode a Cristo, Dio incarnato, figlio unigenito dell’Onnipotente, che con la sua opera redentrice continua a offrire il perdono agli uomini di tutti i tempi, «amati dal Signore».

La bellezza dell’inno è nella correlazione tra la «gloria di Dio in Cristo» e l’offerta della «pace agli uomini amati dal Signore». Dall’immensità di Dio e dal riconoscimento della sua eccelsa gloria deriva agli uomini la pace del cuore e nelle relazioni. L’inno invita il credente ad esultare perché Dio ha voluto incontrare l’umanità per mezzo di Cristo suo Figlio e nel contempo l’uomo si scopre bisognoso della misericordia di Dio ed invoca il perdono e chiede pace. Il Gloria è inno di gioia e di esultanza per la grandezza di Dio e gesto di umiltà dell’uomo che si riconosce “piccolo” dinanzi all’eccelso.

L’inno nel corso dei secoli è stato musicato da grandi autori che hanno lasciato opere di musica sacra immortali: Pergolesi, Hendel, Vivaldi, Rossini, Bach, Mozart, Haydn, Beethoven, Mendelssohn, Fauré, Perosi. A questi si uniscono i contemporanei Elgar, Rutter e Frisina, senza dimenticare gli autori come Gen Verde e Gen Rosso, Giombini, Buttazzo, Bonfitto, Palmitessa, Cori, Mariano, e il locale Giaquinta, i brani dei quali accompagnano le assemblee liturgiche dei nostri tempi grazie all’animazione dei tanti cori parrocchiali.

Le multiformi armonie e coloriture musicali, dalla musica classica polifonica a quella più popolare, senza tralasciare il gregoriano, hanno reso maestoso e festoso il Gloria in excelsis Deo proprio a sottolineare l’infinita gloria di Dio che si manifesta nel suo essere Trinità: Dio padre onnipotente, Figlio Unigenito, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo. E l’uomo dinanzi alla grandezza della Trinità loda, benedice, adora, glorifica e rende grazie in ogni tempo. Ora, che è Natale; ogni domenica perché è Pasqua, nella vita di ogni giorno, in ogni vita che nasce, in ogni uomo nel cui cuore si specchia l’amore del Signore.

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Autore

Carmelo La Porta

Direttore dell'Ufficio Diocesano per l'insegnamento della Religione. Ha insegnato religione cattolica presso diversi istituti della città e attualmente presso l'I.I.S. "Galileo Ferraris" di Ragusa. E' docente di Teologia Morale presso la Scuola Teologica di Base della Diocesi di Ragusa e componente del direttivo della stessa scuola.



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