Tra il dire e il fare…
…mettiamoci di mezzo il mare! Si tratta del Mare Adriatico, ecco infatti l’ennesimo coniglio che esce dal cilindro di questo governo.
Con grande enfasi la Presidente del Consiglio ha annunciato un accordo internazionale con l’Albania tendente ad “esportare” in quel paese una quota di migranti che le navi della nostra Marina salvano in mare.
In sintesi l’Albania costruirà due campi sul suo territorio (ma il costo sarà sostenuto dall’Italia) che godranno di una forma di extraterritorialità. Vi andranno solo immigrati maschi adulti e saranno gestiti all’interno da funzionari e personale italiano, e l’Italia ovviamente si occuperà dei costi di gestione mentre l’Albania sarà responsabile del mantenimento dell’ordine al di fuori dei campi. La legislazione e le procedure applicate saranno quelle italiane così come italiana sarà la giurisdizione, i migranti saranno ospitati in questi centri solo il tempo necessario per individuare se hanno diritto all’asilo oppure no senza chiarire poi che se ne farà …
La domanda sorgerebbe spontanea, ma se i costi restano in capo all’Italia, continueranno ad essere sottoposti alla legge italiana, la giurisdizione resta quella italiana, qual è il beneficio che deriva da questo accordo pubblicizzato con tanta enfasi?
Certo in atto non si intravede un beneficio di semplificazione, infatti le navi militari con i migranti a bordo saranno obbligate a fare un doppio viaggio, il primo per sbarcare i maschi adulti in Albania e poi per sbarcare gli altri in un porto italiano, in più per ogni ricorso, e c’è da scommettere che ce ne saranno tanti, il magistrato e gli avvocati italiani dovranno ogni volta spostarsi in Albania, ammesso che si chiarisca (atteso che in Italia in ossequio al principio di territorialità è competente il tribunale del luogo di sbarco e siamo in assenza di sbarco in territorio italiano) quale sarà il giudice competente.
E poi perché solo maschi adulti? È un elemento che non è stato chiarito… è la categoria che turba la nostra ansia di sicurezza? L’Italia non è capace di garantire l’ordine pubblico fuori dai centri per immigrati? Non mi sembra una grande manifestazione di fiducia nei confronti delle nostre forze dell’ordine.
La sensazione che se ne ricava è che i partiti che adesso sono al governo dopo avere sempre sostenuto che il fenomeno migratorio costituiva una “emergenza”, una “patologia” di cui erano responsabili le Ong, gli atteggiamenti “buonisti” dei governi precedenti, ora che sono chiamati a gestire il problema scoprono che invece è un fenomeno “fisiologico” e quindi non essendoci una “medicina” si ricorre ai “placebo”.
Sì, perché come oramai sanno anche le pietre è vero che l’unica soluzione è affrontare il problema in ambito europeo, soluzione che però è imbarazzante per un governo sovranista e osteggiata in Europa proprio dagli altri governi sovranisti, ed allora in alternativa si sventolano soluzioni “da polvere sotto il tappeto” (solo che in questo caso si parla di persone) spacciate per successi diplomatici che di fatto deresponsabilizzano l’Europa lasciando il cerino sempre in mano all’Italia.
