I ragazzi dell’Ecce Homo visitano ammalati ed anziani
Dopo l’entusiasmo della notte di Natale, la stella, il coro degli angeli, i pastori stupiti, Maria e Giuseppe meravigliati, il Bambino entra nella capanna allestita nel cuore di ciascuno di noi, uomini e donne amati dal Signore.
A compiere il gesto materiale e fortemente simbolico, alcuni dei ragazzi e delle ragazze della parrocchia dell’Ecce Homo. Accompagnati dai loro educatori Giulia, Leonardo, Noemi e Ilaria, i ragazzi fanno visita agli anziani ed agli ammalati della loro parrocchia per portare in dono un piccolo Gesù Bambino. In verità portano un momento di compagnia, di sana allegria e confusione che paradossalmente è quello che i destinatari della visita gradiscono di più.
Un gesto significativo che educa i ragazzi ad accostarsi alle persone ammalate ed agli anziani, le persone più fragili, nelle quali Cristo è in loro e con loro. Nel processo formativo ed educativo ogni gesto trascende il significato materiale e si carica di senso e di sapore che mettono radici. La bellezza dei visi fanciulleschi si specchia negli occhi delle persone anziane che guardano quei ragazzi con ammirazione e gratitudine. E c’è sempre qualcuno tra i più giovani, incline più degli altri a parlare, che lascia in quella casa una frase memorabile: “Ora che vi conosciamo ci vediamo prima del prossimo Natale”. Hanno capito tutto, senza troppe parole!
(@foto Ilaria Cascone pubblicata con il consenso dei genitori)
