La Veronica e il Venerdì Santo. Acate e la storia di una tradizione
Tutelare e promuovere la conoscenza delle nostre tradizioni e uno degli scopi non secondari della Fondazione che porta il mio nome. Ecco perché molto volentieri abbiamo aiutato l’insegnante Alba Polizzi a realizzare il suo grande desiderio di fare conoscere e tramandare ai posteri la vera storia della presenza della Veronica all’interno della suggestiva processione del Venerdì Santo ad Acate. Ne è nato un opuscoletto, illustrato da foto, pubblicato a cura della Fondazione. Si tratta di brevi note autobiografiche dell’autrice che è una delle discendenti della famiglia Stornello-Meli-Polizzi, all’interno della quale è nata ed è stata portata avanti da più di un secolo la tradizione della Veronica.
Il racconto dello straordinario evento che spinse un suo antenato a ideare l’inserimento nella processione della figura della Veronica, impersonata da una bambina, le è stato tramandato oralmente dalla sua nonna materna, la prima Veronica. Assieme al racconto, furono tramandate ad Alba, e le ha anche apprese visivamente per essere stata spettatrice fin da bambina, le procedure riguardanti la preparazione dell’abito, la scelta della bambina e la sua vestizione, un rito e una devozione che Alba intende proseguire per una promessa fatta alla mamma e che tramanderà a una delle sue figlie.
Tutto ebbe origine da un voto fatto in pericolo di vita del suo bisnonno, Tommaso Stornello, commerciante di stoffe e in seguito di carrozze e carretti, vissuto tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 a Biscari. In occasione dei suoi lunghi viaggi per terra e per mare portava con sé il fratello più piccolo. Nell’anno e nel giorno del disastroso terremoto e conseguente maremoto di Messina del 1908, i due fratelli si trovavano su una nave nello Stretto di Messina. In quei momenti drammatici, pensando alla famiglia e alle sue cinque figliolette, in ginocchio pregava chiedendo al Signore la salvezza e promettendo di fare qualcosa di speciale che tutti avrebbero visto. Non dirò l’evento miracoloso che portò lui e il fratello in salvo sulla terraferma e quanto si diede da fare Tommaso per realizzare quel voto che intanto si andava delineando nella sua mente di uomo religiosissimo. Il racconto è molto particolareggiato: le autorizzazioni, l’acquisto delle stoffe a Roma, la realizzazione del vestitino, la riproduzione e del velo della Veronica conservato in Vaticano. La promessa si realizzò quasi sicuramente nella Settimana Santa del 1910, quando la sua primogenita, Giovannina, aveva otto anni. Scopo del racconto è anche conservare nel tempo lo spirito religioso che permeò fin dagli inizi questa suggestiva tradizione, per evitare che si ceda a vuoti formalismi o a vacui protagonismi in un teatrino da immortalare.
In occasione della presentazione del libricino, nella sede della Fondazione è stata allestita una mostra di foto delle bambine che hanno vestito i panni della Veronica nell’ultimo cinquantennio.
Maria Giovanna Baglieri
Presidente della Fondazione
