L’accoglienza strada di speranza
La strada dell’accoglienza nelle nostre famiglie si snoda lungo passi che definiscono una nuova consapevolezza: quella di una speranza vissuta e incardinata nella natura di Dio, una strada di speranza che avvicina a Dio. È partendo da questa citazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (1812) che il presidente Luca Sommacal ha concluso il Seminario Internazionale di Famiglie per l’Accoglienza dal titolo “Accoglienza, strada di speranza”, svoltosi dal 15 al 17 novembre scorsi a Peschiera del Garda.
Ha ispirato i lavori la citazione di Papa Francesco: «Tutti sperano. Nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene» (Spes non confundit), riecheggiata più volte come punto di partenza da cui guardare i figli accolti abbracciando tutte le loro fragilità. Senza farsi determinare da quel “ghigno di scetticismo” che li fa considerare ormai persi e irrecuperabili, senza speranza, ma sperimentando quell’«amore previo», che cioè viene prima e non censura né giustifica errori e contraddizioni, ma li abbraccia nel perdono.
«In questa strada di speranza, ci facciamo compagnia per aiutarci a scoprire il senso» ha sintetizzato il vicepresidente Rossano Santuari nel concludere i momenti assembleari.
Due affondi particolarmente significativi hanno impreziosito i lavori del Seminario Internazionale, mostrando come il cammino dell’Associazione si ponga all’interno di una prospettiva ben più grande: quella della Chiesa. A partire dalle parole paterne di monsignor Giampaolo Dianin, vescovo di Chioggia. «La famiglia non è un ideale astratto ma un compito artigianale» è stata la frase di Papa Francesco in Spe Salvi più volte ricordata, quasi a voler sottolineare come dentro quella paziente dimensione sia possibile «imparare a stare accanto ai nostri ragazzi, che non sono qualcosa di rotto da riparare, ma persone da amare, perché Gesù ha già salvato tutti». «Dio – ha concluso monsignor Dianin – ha affidato alla famiglia il compito di rendere domestico il mondo».
E proprio alla famiglia come Chiesa domestica ha più volte fatto riferimento Gabriella Gambino, sottosegretaria al Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita della Santa Sede, riprendendo le parole di San Giovanni Crisostomo («fate della vostra domus una piccola Chiesa») e l’insegnamento della famiglia polacca Ulma, sterminata nella seconda guerra mondiale e recentemente beatificata. «Che accogliere sia una strada di speranza – ha spiegato Gambino – passa anche dall’assolvere quel compito che la Chiesa affida alla famiglia nella trasmissione della fede… perché non possiamo abbandonare i figli nel labirinto delle ideologie». E qui spunta il tema della «educazione alla libertà», cioè «a sapere rispondere alla proposta di Dio: un’educazione che diventa possibile dentro la condivisione tra famiglie, dentro la fedeltà ad una storia».
Luca Sommacal nelle conclusioni ha sottolineato come «lo slancio della speranza preservi dall’egoismo e conduca alla gioia della carità». L’esperienza dell’essere amati fa scoprire la dignità infinita di ogni persona, educa ad amare la libertà e il destino dei figli.
Alfredo e Marilina Rosso
Referenti provinciali FpA
