Vita Cristiana

Pubblicato il 17 Gennaio 2025 | di Francesca Cabibbo

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Con lo spirito di Nicea

Il 2025 è un anno speciale per i fedeli delle varie chiese. Ricorre infatti il 1700esimo anniversario del primo Concilio ecumenico dei cristiani di Nicea.

Nel IV secolo dopo Cristo, la Chiesa dei tempi dell’imperatore Costantino viveva le prime dispute sui contenuti dogmatici e le prime divergenze sulle diverse interpretazioni che si consolidavano nei diversi contesti sociali e culturali e nelle varie regioni in cui si era diffusa. Il Concilio voluto dall’imperatore Costantino, durò poco più di un mese, dal 19 giugno al 25 luglio del 325. Le conclusioni del Concilio furono affidate a una “dichiarazione di fede”, che prese il nome di “Simbolo niceno”, o “Credo niceno”, che divenne poi punto di riferimento per le varie chiese d’Oriente e d’Occidente. «La Settimana di preghiera del 2025 – si legge nel documento predisposto dal Dicastero per promozione dell’unità dei cristiani – ci invita ad attingere a questa eredità condivisa e ad entrare più profondamente nella fede che ci unisce come cristiani. (…) Vivere insieme la fede apostolica non significa riaprire le controversie teologiche di allora, protrattesi nei secoli, quanto piuttosto rileggere, in atteggiamento di preghiera, i fondamenti scritturistici e le esperienze ecclesiali che hanno condotto alla celebrazione del Concilio e ne hanno motivato le decisioni».

Lo spirito di Nicea, che ricerca l’unità pur nel rispetto delle diversità, ha animato la preparazione di questo importante appuntamento, assume un particolare significato in questo 2025, nell’anno in cui, per una coincidenza, la data della celebrazione della Pasqua è la stessa per le chiese orientali e occidentali. A Nicea, 1700 anni fa, le varie chiese non riuscirono a trovare un’unità sull’individuazione di una data comune. Ma negli ultimi anni, si stanno intensificando gli sforzi in chiave ecumenica, per giungere a una data comune, pur tenendo conto della diversità dei calendari.

La Settimana di preghiera per l’unità rappresenta la possibilità per i cristiani di analizzare e «ravvivare questa eredità e di riappropriarsene in modi consoni alla cultura contemporanea, nelle sue varie articolazioni, oggi ancor più complesse rispetto a quelle del mondo cristiano ai tempi del Concilio di Nicea. Vivere insieme la fede apostolica non significa riaprire le controversie teologiche di allora, piuttosto rileggere, in atteggiamento di preghiera», l’esperienza di 2000 anni di vita della Chiesa e delle chiese.

Nella Diocesi di Ragusa è consolidata un’esperienza di comunione di diverse chiese cristiane presenti in questo territorio. La Chiesa cattolica, la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, la Chiesa Luterana, la Chiesa Ortodossa rumena, le chiese pentecostali di Santa Croce Camerina, Nuova Creazione di Scoglitti e Sabaoth Church di Vittoria hanno scelto di vivere ogni anno dei momenti comuni e di offrirle alle varie comunità come esperienza forte di condivisione e di comunione autentica.

La Settimana di preghiera diventa il momento culmine di un’esperienza di fraternità che durante l’anno si arricchisce di vari momenti di condivisione.

 

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