Pensiero forte e fede limpida La laicità di Totò Dipasquale
Ha suscitato grande cordoglio la scomparsa, all’età di 95 anni, del preside Salvatore Dipasquale. La Diocesi di Ragusa lo ricorda con particolare affetto. Salvatore Di Pasquale è stato, tra l’altro, per tanti anni docente di filosofia all’Istituto teologico ibleo, contribuendo alla formazione di una generazione di laici e di sacerdoti. Formatosi nella Fuci, fu un eccellente professore di Storia e Filosofia all’istituto magistrale e assunse nel 1978 la guida del liceo scientifico Enrico Fermi di Ragusa. Chiusa la parentesi con la scuola, ha ripreso a coltivare l’impegno politico (nel dopoguerra era stato il primo segretario provinciale della Democrazia Cristiana) che lo ha visto assessore e vice sindaco della città di Ragusa nella giunta Chessari. Successivamente ha ricoperto incarichi di responsabilità nelle Acli ed è stato tra gli animatori del Movimento ecclesiale di impegno culturale. Il Vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, ha voluto ricordare la figura di intellettuale e di cattolico impegnato e ha manifestato la vicinanza sua e dell’intera Chiesa di Ragusa ai familiari.
«Del professore Dipasquale – ricorda don Paolo La Terra che fu suo allievo al Seminario – mi è rimasta impressa la sua profonda laicità coniugata con una fede limpida e corposa. Riusciva ad appassionare alla filosofia tutti i suoi allievi. Era appassionato di Kant ma anche di Mounier. È stata una bellissima figura di laico che non ha mai fatto mancare il suo contributo non solo alla scuola ma anche alla vita ecclesiale. Lo ricordo anche al Meic del quale fu uno dei padri nobili insieme all’amico e collega Luciano Nicastro».
Il nome di Salvatore “Totò” Dipasquale è legato in modo inscindibile a quella del liceo scientifico “Enrico Fermi” di Ragusa del quale fu preside per lunghi anni. Così lo ricorda Gian Piero Saladino che visse da studente una di quelle stagioni: «Fu un eccellente professore di storia e filosofia, che assunse nel 1978 la guida del liceo, lasciandovi un segno indelebile di umana saggezza, eleganza istituzionale e spirito comunitario a sostegno dell’idea, allora pienamente condivisa da tutte le componenti scolastiche, che “il liceo è di tutti” e che tutti devono partecipare con senso di corresponsabilità. Ricordo che Totò, così lo chiamavano affettuosamente molti professori, mi portò con sé ad un corso di aggiornamento riguardante la prevenzione delle tossicodipendenze nella scuola, riservato a docenti e capi d’istituto, proprio quando al liceo, per la prima volta, mettevano piede le prime dosi di hashish e marijuana. Egli creava così, coinvolgendoci nel suo lavoro quotidiano, le condizioni di un dialogo aperto e fiduciario con gli studenti allora protagonisti degli organi collegiali della scuola, e così preparava la strada alla successiva stagione del preside Gaetano Lo Monaco».
Anche quest’ultimo ha voluto dedicargli un pensiero: «La scomparsa del caro collega Dipasquale mi rattrista fortemente. Lo ricordo con stima per le sue capacità, e con riconoscenza per i consigli e gli incoraggiamenti che mi ha dato».
