Vita Cristiana

Pubblicato il 28 Marzo 2025 | di Alessandro Bongiorno

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Impariamo a conoscere il diaconato permanente

Nella nostra Chiesa è un momento particolare. Torna infatti, dopo più di 25 anni, il rito di ordinazione dei diaconi permanenti. Attraverso l’imposizione delle mani del Vescovo monsignor Giuseppe La Placa, Giuseppe Bottone, Giovanni Corallo e Giuseppe Latino diventano diaconi, un ministero di servizio alla Chiesa e ai fratelli. L’ultima ordinazione di diaconi permanenti risale infatti al 1999 e fu officiata da monsignor Angelo Rizzo.

Quello del diaconato permanente è un ministro ordinato e quindi il diacono entra a far parte del clero. Il diaconato permanente, ossia non finalizzato al sacerdozio, è un ministero “della soglia” in quanto chi lo svolge è chiamato a stare fra il mondo e il sacro. Ecco perché nella Chiesa “in uscita”, cara a papa Francesco, il diacono può giocare un ruolo chiave.

Il Vescovo monsignor Giuseppe La Placa ha avuto sempre ben chiaro quanto possa essere importante per una comunità poter attingere alla spiritualità che i diaconi permanenti possono apportare alla Chiesa. Ha così creato le condizioni perché ci potessero essere delle risposte alla chiamata a questa particolare vocazione. E le risposte non sono tardare ad arrivare tanto che si è già creato un primo gruppo di aspiranti al diaconato permanente. Il Vescovo ha anche approvato le linee guida e il relativo piano di studi. «Ho considerato opportuno – ha scritto monsignor nel settembre del 2023 monsignor La Placa approvando il decreto – che nella Diocesi di Ragusa venga adeguatamente riorganizzato e promosso il sacro ministero del Diaconato permanente». Secondo le linee guida, gli aspiranti al diaconato permanente possono essere celibi, coniugati o vedovi ed avere un’età minima di 21 anni per l’aspirante celibe e 31 per l’aspirante coniugato il quale deve essere sposato da almeno dieci anni. Gli aspiranti devono godere di buona fama e di stima profonda, tanto in parrocchia quanto nell’eventuale ambiente di lavoro.

Il diaconato permanente è una delle tre forme del sacramento dell’ordine nella Chiesa cattolica, insieme al sacerdozio e all’episcopato. Il diacono permanente è chiamato a vivere la triplice dimensione del servizio della Parola, della liturgia e della carità. In particolare il diacono proclama il Vangelo durante la santa messa, predica e impartisce l’insegnamento catechetico ed è impegnato nell’evangelizzazione. Nella liturgia, il diacono assiste il sacerdote durante la celebrazione eucaristica, prepara l’altare, proclama il Vangelo, distribuisce la comunione e pronuncia riti di benedizione. Sebbene non possa celebrare l’Eucaristia, il diacono può amministrare i battesimi, assistere e benedire matrimoni, presiedere i funerali, presiedere la liturgia della Parola e guidare la liturgia delle ore. Per quanto riguarda il servizio della carità, il diacono è chiamato a identificare e rispondere ai bisogni della comunità.

In Diocesi i diaconi permanenti sono Giovanni Agostini (Maria Ss. Assunta e San Giovanni Battista di Monterosso Almo), Angelo Cafiso (Ss. Rosario di Vittoria), Giovanni Corbino (Santa Maria di Portosalvo di Scoglitti), Giovanni Di Falco (San Domenico Savio di Vittoria), Domenico Guastella (San Giovanni Battista di Vittoria), Giovanni Maiorana (San Giovanni Battista di Santa Croce Camerina).

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Autore

Laureato in Scienze politiche, giornalista professionista, redattore della Gazzetta del Sud, già condirettore di Insieme e presidente del gruppo Fuci di Ragusa



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