Un segno tangibile della presenza di Dio
Un segno visibile della presenza di Dio. Così il Vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, ha definito la chiesa e la comunità di San Giuseppe Artigiano di Ragusa in occasione del ventesimo anniversario della dedicazione della chiesa parrocchiale che risale al 12 marzo 2005. La chiesa, per la quale tanto si spese durante il suo ministero padre Giovanni Rollo, da venti anni svetta in un quartiere che, dagli anni Settanta in poi, è stato uno dei poli di espansione della città, accogliendo prima l’emigrazione dalla campagna verso la realtà del nuovo polo industriale, poi i condomini e le cooperative che hanno rappresentato la nuova forma dell’abitare moderno. Oggi è una delle parrocchie più popolose della Diocesi ed è affidata alle cure pastorali del parroco don Andrea La Terra.
«La dedicazione di una chiesa – ha detto il Vescovo durante l’omelia – è un segno visibile della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Questo edificio sacro, infatti, non è solo un luogo di culto, ma anche un punto di riferimento per la comunità, il luogo in cui, attraverso i sacramenti e la preghiera, facciamo esperienza dell’amore di Dio. Qui siamo tanti sono stati battezzati, hanno ricevuto l’Eucaristia, il perdono nel sacramento della Riconciliazione; qui hanno celebrato il matrimonio e accompagnato i propri cari nel loro ritorno alla casa del Padre. Ogni pietra di questa chiesa racconta la storia di questa comunità, una storia intrecciata di fede, speranza e amore».
Il Vescovo ha invitato tutti a rivolgere «un pensiero colmo di riconoscenza a tutti i sacerdoti che, nel corso di questi vent’anni, hanno guidato la comunità con amore, zelo e dedizione («Con la loro vita e il loro ministero, hanno reso Cristo presente in mezzo a noi»), e a ricordare anche quelle figure di “santità della porta accanto” che, con umiltà e dedizione, hanno vissuto la fede nella quotidianità della loro vita. «Madri e padri che hanno trasmesso ai figli i valori cristiani, anziani che, con la loro preghiera, hanno sostenuto la comunità, giovani che hanno testimoniato il Vangelo con entusiasmo, e ammalati che, con coraggio, hanno offerto la loro sofferenza come dono d’amore per la crescita del corpo ecclesiale».
Necessario, a vent’anni dalla dedicazione, guardare avanti con rinnovato impegno. «Chiediamoci allora – ha sollecitato monsignor La Placa – quale testimonianza desideriamo offrire? Quali opere di carità ed evangelizzazione dobbiamo rafforzare? La nostra chiesa non deve essere solo un luogo bello e ben curato, ma un punto di riferimento solido per chi cerca conforto, speranza e aiuto. È nostra responsabilità continuare a costruire una comunità accogliente, dove nessuno si senta mai solo, dove il Vangelo venga vissuto e testimoniato concretamente ogni giorno. In questo momento di festa, rinnoviamo il nostro impegno a essere una comunità viva, accogliente e sempre più unita. San Giuseppe Artigiano ci guidi e ci sostenga nel nostro cammino».
