Vita Cristiana

Pubblicato il 3 Aprile 2025 | di Redazione

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La Taledda della Deposizione in Chiesa Madre a Comiso

Sabato 8 marzo nella basilica di Santa Maria delle Stelle, Chiesa Madre di Comiso, alla presenza del Vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa, e di don Peppino Antoci, direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali, è stata inaugurata la “Taledda della Deposizione”, opera realizzata dal noto artista comisano Saverio Ricordo, con la preziosa collaborazione della figlia Irene, e donata dall’associazione culturale Ad Sidera, operante dal 2022 per la tutela, la valorizzazione e la promozione del patrimonio artistico e culturale della Matrice di Comiso.

L’opera consiste in un maestoso dipinto su un tessuto di lino, alto 11 metri e largo 6 metri e mezzo, che rappresenta la Deposizione di Cristo dalla Croce.

Ricordo ha riprodotto fedelmente il bozzetto della precedente Taledda in uso in Chiesa Madre, realizzata intorno al 1877 dal celebre pittore comisano sordomuto Giuseppe La Leta, ed andata perduta nel tempo, a causa del suo mancato impiego dopo il 1922, anno in cui monsignor Giacomo Carabelli, allora Arcivescovo di Siracusa, proibì l’ostensione dei teli quaresimali ai capitoli delle chiese di Comiso; veto che venne poi esteso nel 1928 a tutte le chiese della Sicilia.

L’intento dell’associazione Ad Sidera è stato quello di recuperare una tradizione pasquale andata perduta per oltre un secolo, dotando nuovamente la Chiesa Madre di un pregevole telo da utilizzare per “velare” l’altare maggiore della basilica durante tutto il periodo della Quaresima, per poi svelarlo durante la solenne celebrazione eucaristica del Sabato Santo al canto del Gloria, restituendo ai fedeli la vista dell’altare maggiore con il simulacro del Cristo Risorto in bella mostra, secondo quella che era, ed è tutt’oggi, una diffusa tradizione della pietà popolare nelle maggiori chiese della Sicilia. Numerosissimi sono, infatti, i teli “Quaresimali” o “della Passione” presenti in Sicilia, così chiamati perché vi sono rappresentate, appunto, scene della Passione di Cristo: il presidente dell’associazione Ad Sidera, Dario Brafa, ne ha censito oltre cento, di cui ottantadue ancora in uso, e tra queste ben undici nella sola città di Palermo. E a seconda dell’area geografica ove sono ancora oggi in utilizzo, assumono varie denominazioni dialettali: Tila, Tiluni, Taledda, Tiledda, Vilu o Vilariu ra Passioni.

L’origine di questi teli risale al XV secolo e la loro funzione era prettamente spirituale: servivano ad indurre i fedeli a meditare con maggiore fervore la dolorosa Passione di Cristo. La più antica tela quaresimale presente in Sicilia è quella cinquecentesca della Chiesa Madre di Bivona. Nella nostra diocesi sono presenti otto teli quaresimali: la più antica tra quelle esistenti è quella della Cattedrale di San Giovanni Battista di Ragusa, in cui è rappresentata la Crocifissione, di autore ignoto e documentata già nel 1792. Sempre a Ragusa, nel Duomo di San Giorgio a Ibla, è possibile ammirare la Taledda della Crocifissione dei fratelli Francesco e Giuseppe Vaccaro di Caltagirone, datata 1842. I fratelli Vaccaro furono autori di molteplici teli quaresimali realizzati per varie chiese della Sicilia Orientale. Le loro tele più note sono quelle raffiguranti la scena della Crocifissione presenti, oltre a Ibla, anche a Niscemi, Ferla, Buscemi e Palagonia; la loro Crocifissione fu talmente apprezzata da essere replicata da Pietro Quintavalle nel 1862 per la Chiesa dell’Annunziata di Comiso. Del 1861 è, invece, la taledda della Basilica San Giovanni Battista di Vittoria, opera del vittoriese Giuseppe Mazzone. È possibile, invece, ammirare tre tele del Sac. Gaetano Distefano a Giarratana: la più antica, datata 1864, si trova nella Chiesa di San Bartolomeo, e raffigura “Il processo a Gesù davanti a Pilato”; nella Chiesa di Sant’Antonio Abate troviamo, invece, la “Crocifissione sul Golgota”, datata 1868; ed infine, nella Chiesa Madre Maria SS. Annunziata e San Giuseppe troviamo “La Deposizione dalla Croce”, datata 1870. Quest’ultima, purtroppo nella prima metà del secolo scorso venne ritagliata in più parti. Infine, un’altra taledda si trova a Chiaramonte nella Chiesa Madre di Santa Maria la Nova, di fine ‘800, realizzata da Nicolò Distefano, nipote del Sac. Gaetano Distefano. Ed infine, quella di Saverio Ricordo, inaugurata lo scorso 8 marzo a Comiso nella Chiesa Madre Santa Maria delle Stelle. La Taledda di Ricordo con la sua policromia si armonizza perfettamente con le cromie presenti nel presbiterio della Matrice di Comiso: l’azzurro azolo, il giallo Siena e le varie sfumature chiare del grigio si contestualizzano talmente bene da sembrare parte integrante dell’abside della basilica: la Taledda sembra una vera e propria pala d’altare.

L’attenzione dell’osservatore viene sicuramente catturata dalla scena centrale, ove viene rappresentato il Cristo deposto dalla grande Croce colorata, attorniato da tre uomini: Giuseppe d’Arimatèa, Nicodèmo e San Giovanni. In alto, un coro di angeli affranti esprimono il dramma divino e umano della scena. È particolare come il coro di angeli rappresentati nella Taledda riprenda perfettamente il semicerchio del coro degli angeli presenti negli stucchi del catino dell’abside della basilica. Sulla destra sono rappresentate la Vergine Addolorata, la Maddalena e due pie donne. A sinistra, tre osservatori fuori dal contesto scenico: tra loro, al centro, il pittore ottocentesco Giuseppe La Leta, autore del bozzetto originale del 1877; alla sua destra il maestro Saverio Ricordo, autore dell’opera e unico personaggio raffigurato che, anziché osservare la Deposizione del Cristo, attenziona la reazione scaturita all’osservatore dalla vista della maestosa tela; infine, a sinistra, Alessandro Turtulici, membro della parrocchia che ha aiutato il Ricordo durante la realizzazione dell’opera. Sopra di loro, a margine, appare in lontananza uno scorcio di Comiso, rappresentato dal gruppo architettonico costituito dal Castello Aragonese, dalla facciata della Chiesa di San Biagio e dal campanile della facciata della Basilica di Santa Maria delle Stelle: un omaggio alla città di Comiso voluto da Ricordo.

Un’opera, insomma, che intreccia arte, storia e devozione, un tributo alla tradizione e alla spiritualità.

Dario Brafa

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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