Società

Pubblicato il 3 Maggio 2025 | di Redazione

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La seconda Assemblea sinodale specchio di una Chiesa viva, vivace e dinamica

La seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia, cui ha partecipato anche una delegazione della nostra Diocesi (guidata dal Vescovo monsignor Giuseppe La Placa e composta anche dal coordinatore diocesano del percorso sinodale don Roberto Asta, Giuseppina Dell’Ali e Francesco Arangio) si è conclusa con il rinvio a novembre dell’assemblea di maggio e con la decisione di procrastinare il testo finale al 25 ottobre, in occasione del Giubileo delle equipe sinodali e degli Organismi di partecipazione. I circa mille partecipanti hanno ritenuto opportuna una rilettura delle 50 Proposizioni che hanno provato a sintetizzare il lavoro svolto in modo capillare in tutti i gruppi sinodali. «Cogliendo la ricchezza della condivisione – si legge nella mozione conclusiva – questa Assemblea stabilisce che il testo delle Proposizioni, dal titolo “Perché la gioia sia piena”, venga affidato alla Presidenza del Comitato nazionale del Cammino sinodale perché, con il supporto del Comitato e dei facilitatori dei gruppi di studio, provveda alla redazione finale accogliendo emendamenti, priorità e contributi emersi».

Tra i temi giudicati prioritari e maggiormente emendati delle 50 Proposizioni, c’è quello del ruolo delle donne all’interno della corresponsabilità missionaria e della guida delle comunità ecclesiali. Lo ha rivelato Pierpaolo Triani, della presidenza del Comitato nazionale del Cammino sinodale. Il tema, ha spiegato, si trova nella terza sezione del documento, che contiene 16 Proposizioni ed è stato esaminato da 10 gruppi di lavoro. Nove su dieci di essi hanno indicato, tra le quattro priorità da affrontare, il tema della «responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne». Altre priorità indicate dai gruppi di lavoro di questa sezione: l’obbligatorietà dei Consigli pastorali (8 gruppi su 10) e la riconfigurazione territoriale per una pastorale condivisa, con la possibilità di una «guida sinodale» delle comunità (7 su 10). Nella prima sezione delle Proposizioni esaminate dall’Assemblea, ha reso noto il relatore, 25 Proposizioni riguardavano il «rinnovamento sinodale e missionario della mentalità e della prassi pastorale». Tra le quattro priorità, 8 gruppi di lavoro su 10 hanno indicato la Proposizione n. 5, sull’accompagnamento delle persone «in situazione affettiva particolare», e la Proposizione n. 6, sulle Chiese locali e gli ambienti educativi. Sette gruppi su 10 hanno segnalato invece come prioritario l’accompagnamento personale dei giovani, 6 su 10 la cura delle persone fragili nelle Chiese locali. Nella seconda sezione delle Proposizioni, 8 gruppi su 8 hanno segnalato la necessità di «formare la maturità della fede attraverso la Parola di Dio» e un «percorso nazionale rinnovato dell’iniziazione cristiana», mentre 6 gruppi su 8 hanno indicato come prioritaria la formazione integrale dei formatori.

Una bocciatura? No, ma la necessità di dare maggiore risalto ad alcune questioni forse non adeguatamente sintetizzate nelle 50 Proposizione conclusive. «Una bella testimonianza di comunione. Siamo una Chiesa viva, e abbiamo voglia di vivere», ha commentato il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. «L’assemblea è stata caratterizzata da una vivacità prorompente, da una grande libertà ma anche da un grande senso ecclesiale», ha aggiunto Zuppi. «Sarebbe stato fuori della storia e contro la comunione rispettare tappe che non corrispondono alla vita, alla storia, alle necessità delle nostre comunità. Nell’esaminare le Proposizioni, l’assemblea ha ritenuto più opportuno avere un tempo congruo di maturazione, e da qui è nata la decisione presa all’unanimità dal Consiglio permanente. C’è una grande attesa di tradurre questo testo in scelte, per prendere decisioni ancora più profonde che riguardano il futuro della Chiesa».

A spiegare i problemi emersi è stato monsignor Erio Castellucci, presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale: «Il testo è rimasto come base, ma sono state presentate tantissime richieste di integrazione e alla fine l’applauso liberatorio dell’assemblea ha sancito che è stato dato ascolto alle richieste. Più che una bocciatura, la sensazione è quella di essere rimandati ad ottobre. Il clima è stato vivace anche tra i 176 vescovi presenti, non c’è stata però nessuna divisione, nessuno voleva frenare, l’obiettivo comune era quello di vedere come rendere la Chiesa più dinamica. In me resta la gioia di aver visto un’assemblea che esprime in maniera quasi unanime l’attesa di qualcosa di più avanzato in senso evangelico».

Anche monsignor Valentino Bulgarelli, segretario del Comitato del Cammino sinodale, sottolinea la bellezza del percorso compiuto. «È stato un momento molto ricco, molto fecondo, dove sono emerse alcune questioni, ma sottolineerei in modo particolare la positività del cammino di questi quattro anni, di cui tutti i delegati hanno dato prova e testimonianza, per cui anche il lavoro che si chiede è quello di non disperdere ciò che si è fatto in questi anni. Il secondo aspetto è stato un dialogo bello, perché libero, franco, trasparente, per cui è stato un momento di Chiesa viva, come ha detto anche monsignor Castellucci».

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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