Pregare, invocando lo Spirito Santo, è l’unico atteggiamento giusto e doveroso
Gli auguri “doppi” del Cardinale Re al Cardinale Parolin che si appresta ad entrare in Conclave faranno il giro del mondo e alimenteranno i social ansiosi di fare anticipazioni sul nome del nuovo Pontefice. A “noi” donne e uomini, giovani e anziani, che sentiamo l’appartenenza alla Chiesa e guardiamo al nuovo Papa come un rinnovato dono dello Spirito Santo, ci piace di più il silenzio della Sede vacante, l’opportunità del discernimento; delle parole dell’omelia del Decano del Collegio Cardinalizio, Giovanni Battista Re alla Messa “pro eligendo Romano Pontefice” prendiamo senz’altro l’invito alla preghiera. “Pregare, invocando lo Spirito Santo, è l’unico atteggiamento giusto e doveroso, mentre i Cardinali elettori si preparano ad un atto di massima responsabilità umana ed ecclesiale e ad una scelta di eccezionale importanza”. L’auspicio di tutto il Popolo di Dio è che “sia eletto il Papa di cui la Chiesa e l’umanità hanno bisogno in questo tornante della storia tanto difficile e complesso”. La morte di Papa Francesco, il suo funerale e ora il Conclave sono un grande evento spirituale, emotivo e riflessivo che farà crescere la consapevolezza che “la Chiesa ha un ruolo determinante per la salvaguardia dei valori fondamentali, umani e spirituali, senza i quali la convivenza umana non sarà migliore né portatrice di bene per le generazioni future”. E fa bene il Celebrante a ricordarci che “l’elezione del nuovo Papa non è un semplice avvicendarsi di persone, ma è sempre l’Apostolo Pietro che ritorna” perché senza questa consapevolezza e senza questa profonda convinzione – in ciascuno dei cattolici – gli eventi di questi giorni saranno solo una spettacolare maratona mediatica.
Ed a conferma della forza catechetica degli eventi cui assistiamo e quindi di un atteggiamento che parte dal rito, dalle liturgie, dai pronunciamenti per arrivare ad una risonanza trasformante e rinnovante nel cuore di ciascuno, l’omelia del Cardinale Re traccia l’identikit del Pastore, non per indicare questo o quel papabile, ma per ancorare l’immagine del nuovo Pastore della Chiesa Universale a Cristo Signore: “la qualità fondamentale dei Pastori è l’amore fino al dono completo di sé”. Ed ancora: “L’amore è la sola forza capace di cambiare il mondo. Fra i compiti di ogni successore di Pietro vi è quello di far crescere la comunione: comunione di tutti i cristiani con Cristo; comunione dei Vescovi col Papa; comunione dei Vescovi fra di loro. Non una comunione autoreferenziale, ma tutta tesa alla comunione fra le persone, i popoli e le culture, avendo a cuore che la Chiesa sia sempre “casa e scuola di comunione”.
Casa e scuola di comunione; quanto rimarca questa frase il desiderio che è nel cuore di ciascuno e che tuttavia ci scopre incapaci di amare la Chiesa, nostra madre, Corpo Mistico di Cristo, sopra ogni cosa, perché sia sempre profetica e capace di testimoniare ed annunciare la fede in Lui.
Raccogliamo l’invito allora a pregare, non come spersonalizzante rituale, ma come assunzione consapevole delle responsabilità gioiose e salvifiche che provengono dal nostro battesimo: “Preghiamo perché lo Spirito Santo, che negli ultimi cento anni ci ha donato una serie di Pontefici veramente santi e grandi, ci regali un nuovo Papa secondo il cuore di Dio per il bene della Chiesa e dell’umanità”. E preghiamo perché gli eventi di questa primavera, gli insegnamenti riscoperti di Papa Francesco, il nuovo Papa che Dio concederà alla sua Chiesa, risveglino “le coscienze di tutti e le energie morali e spirituali nella società odierna, caratterizzata da grande progresso tecnologico, ma che tende a dimenticare Dio”.
Foto: Sala Stampa della Santa Sede
