Vita Cristiana

Pubblicato il 27 Giugno 2025 | di Redazione

0

Testimonianza e missione compiti del laico cristiano

L’occasione del Giubileo riaccende con urgenza la questione decisiva con cui la nostra epoca sfida gli uomini che l’attraversano: qual è il ruolo dei laici, qual è il compito del laico cristiano, nel mondo post-moderno?

Guardando all’esperienza della Consulta delle Aggregazioni Laicali di questi anni, ma forse non diversamente da quanto accade nel mondo che ci circonda, ci sembra che ci troviamo ad oscillare tra due poli. Da un lato, la tentazione sempre incombente di conformarci alla mentalità dominante facendo nostre le parole, gli slogan, il modo di concepire le persone e le cose che il potere di turno ci sussurra, rischiando però, così facendo, di rendere la fede insipida e, dunque, superflua. Dall’altro lato corriamo il rischio di sognare una restaurazione di valori che, di per sé, non sono stati capaci di resistere alle sfide del tempo e che non possono di certo essere imposti all’uomo di oggi senza che le ragioni di quei valori si incarnino in modo visibile ed affascinante, a tal punto da avvincere di nuovo la sua libertà.

Nella confusione in cui noi tutti rischiamo di perderci, nel frastuono di informazioni e nel silenzio di significato, ancora una volta, proprio mentre si spegne la voce di Francesco e risuona quella di Leone XIV, è la Chiesa ad incoraggiarci a «non avere paura!».

Sappiamo bene come la paura non sia vinta dal fatto che gonfiamo i muscoli, e nemmeno dal ripetersi di discorsi giusti e irrilevanti. Come accade per i bambini, la paura è sconfitta dall’imporsi di una Presenza amica. Cristo presente qui ed ora che si rivela «Signore del cosmo e della storia» (GP II). La paura è vinta dalla compagnia della Chiesa, corpo di Cristo, che ci chiama e che ci invia. Ci invia!

Perché il compito del laico nel nostro tempo, il compito cioè di ciascuno di noi è la testimonianza o, detta in altro modo, la missione.

Occorrerà però aiutarci a ri-comprendere il significato profondo di questa espressione così decisiva della vita cristiana, così come quello di altre parole antiche e nuove quali fede, speranza o carità, per strapparle alla banalità di ciò che crediamo già di sapere e riguadagnarle nella loro potenza attuale.

La missione oggi non consiste più, innanzitutto, nel recarsi eroico di alcuni in terre lontane. La missione riguarda una Chiesa in uscita – per riprendere un’altra felice espressione di papa Francesco – che trabocca dal sagrato della chiesa in tutti gli ambienti in cui, da laici, spendiamo la nostra vita, dalla scuola, al luogo di lavoro, dalla politica alla cultura ai luoghi della solidarietà vissuta.

La nostra testimonianza va affermata: Dio c’è e c’entra! La fede si rivela pertinente alla vita e alle sue esigenze, alle circostanze liete e dolorose che la costituiscono. Occorre testimoniare tale pertinenza non attraverso discorsi o pretese coerenze morali, bensì attraverso dei volti lieti la cui ragione, esplicitamente detta o implicitamente affermata, è Cristo.

Ma soprattutto, la nostra testimonianza si esprime attraverso quella cosa impossibile agli uomini che è l’unità. Quell’unità sinodale che, in quest’epoca di tremendi conflitti, è Profezia di Pace e inizio reale di un mondo nuovo.

Il contenuto della parola “missione”, il contenuto del compito del laico oggi, resta tutto da scoprire. Esso non è lo svolgimento di un programma, ma un’avventura di significato e di bellezza da conquistare. Si chiama “educazione”. È la seconda parola-chiave del nostro compito. Al nostro Vescovo chiediamo di esserci amico, compagno e maestro in questa avventura che è l’annuncio della Buona Notizia che il mondo attende.

Vittorio Schininà

Tags:


Autore

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna Su ↑