Vita Cristiana

Pubblicato il 28 Luglio 2025 | di Emanuele Occhipinti

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«Prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato»

«Ogni chiamata nasce da un disegno eterno custodito nel cuore di Dio e affonda le sue radici in uno sguardo che ci precede, in un amore proveniente che ci conosce e ci consacra ancora prima che ce ne rendiamo conto». Così monsignor Giuseppe La Placa, Vescovo di Ragusa, ha voluto definire la sua la vocazione e il suo ministero episcopale durante il solenne Pontificale nella Cattedrale di San Giovanni Battista nel quarto anniversario della sua Ordinazione Episcopale: «Non è frutto di un progetto umano ma della misteriosa intimità tra Dio e l’anima». In questa luce, il ministero episcopale non è un compito da rivestire né una funzione da gestire, «ma un dono da raccogliere con timore e tremore nella disponibilità radicale all’opera dello Spirito, in obbedienza alla fedeltà alla Chiesa e nella partecipazione concreta alla missione apostolica».

L’anniversario dell’Ordinazione Episcopale è stata occasione per la celebrazione del Giubileo diocesano dei sacerdoti, diaconi, adoratori e dei ministri straordinari dell’Eucarestia, che il Vescovo ha incontrato per un momento di preghiera e riflessione nella chiesa della Badia.

«Sono già trascorsi quattro anni; in questo tempo ho potuto toccare con mano il volto accogliente, generoso e fedele della nostra Chiesa di Ragusa. Ringrazio il Signore per ciascuno di voi: i presbiteri con i quali condivido la gioia e la responsabilità dell’annuncio del Vangelo e della cura del popolo di Dio; i diaconi, immagine viva del servo Cristo e del Cristo servo, che rendono visibile nella carità operosa il cuore umile del Signore; i consacrati e le consacrate, profezia vivente del Regno e testimoni della bellezza di una vita interamente donata. In questo momento il pensiero va anche alle nostre carissime monache dei tre monasteri che sono nella nostra Chiesa diocesana: i monasteri carmelitani di Chiaramonte e di Ragusa e il monastero benedettino di Ragusa Ibla».

Il Vescovo, donandoci una splendida icona della Chiesa popolo radunato attorno all’Eucaristia, ha rivolto un cenno particolare ai fedeli convenuti in Cattedrale ed a tutti i laici che nella varietà delle vocazioni e dei carismi edificano la Chiesa nella vita quotidiana delle parrocchie, delle associazioni, dei movimenti e delle tante realtà presenti nella Chiesa diocesana nonché ai ministri straordinari della comunione che portano l’Eucarestia laddove la vita è più fragile, diventando anelli di comunione tra la liturgia e la sofferenza, tra l’altare e le case e, non per ultimo, agli adoratori che, davanti al tabernacolo, si fanno invisibile e silenzioso sostegno della Chiesa. Rimarcando il carattere sinodale ha sottolineato che «insieme abbiamo condiviso gioie e fatiche, sfide e speranze, nella consapevolezza, come affermava Papa Francesco, che la barca della Chiesa non è nostra ma sua e che è Cristo, il pastore grande del gregge, a guidarla con la forza dello Spirito e la fedeltà della sua Grazia».

A tutto il popolo a lui affidato monsignor La Placa si è rivolto, con una particolare dedicatoria, in linea con il costante suo magistero sulla fraternità sacerdotale, a coloro con cui condivide il ministero presbiterale: «Il nostro sacerdozio ha il suo centro nell’altare e il suo volto nella fraternità. La comunione tra noi sia forza che edifica la Chiesa e segno profetico per il mondo. Anch’io oggi come vostro fratello presbitero e vostro Vescovo rivolgo la preghiera che Gesù, nella notte santa della sua passione, rivolge al Padre per noi «Padre santo custodisci nel tuo nome quelli che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi».

E come una preghiera, nella chiesa Cattedrale sono risuonate parole di invocazione e di affetto, di ammaestramento e di esortazione: «Custodisci, Signore, questi miei fratelli chiamati come me a servire il tuo popolo nel ministero sacerdotale, difendili dalla stanchezza che affievolisce lo zelo, dalla rassegnazione che spegne la gioia, dalla solitudine che chiude il cuore. Confermali nella comunione tra di loro e con me, perché nessuno si senta solo nel peso del ministero e insieme possiamo essere segno credibile del tuo amore che unisce, testimoni della speranza che non delude, presenza viva del tuo Vangelo in mezzo al tuo popolo».

Ed ancora: «Padre santo, consacrali nella verità del tuo amore; fa che siano pastori secondo il tuo cuore, innamorati del Vangelo, liberi da crolli e da paure, capaci di parlare al cuore degli uomini, con parole semplici e vere. Santificali Padre santo, con quella santità che nasce dalla fedeltà quotidiana, dal dono di sé, dal servizio generoso alla tua Chiesa. Rendi feconde anche le loro povertà, trasfigura con il tuo Spirito le loro ferite perché diventino quelle del crocifisso, segni di una vita donata fino alla fine».

Conservando la disposizione orante, il Vescovo di Ragusa ha reso grazie per il dono dell’Episcopato, che ha unito la sua vita umana e sacerdotale alla Chiesa di Ragusa: «Padre Santo, in questo giorno in cui rinnovo davanti a te il mio sì, non ti chiedo altro se non la grazia di essere sempre per coloro che mi hai affidato fratello nella fede, padre nella carità, servo nella fedeltà. Insegnami a custodirli con la tenerezza del Buon Pastore, a sostenerli con la forza del tuo Spirito, ad amarli con il cuore del tuo Figlio».

Con l’affermazione di Papa Benedetto («Il Signore non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato»), il Vescovo Giuseppe ha espresso la sua radicata convinzione che «il Signore ci precede, ci accompagna e ci sostiene sempre con la sua Grazia». E questo è l’augurio di tutta la Chiesa diocesana di Ragusa.

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Autore

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha lavorato dal 1990 presso Banca Agricola Popolare di Sicilia, prima nei servizi di agevolazione e credito alle imprese e successivamente in staff alla Direzione Marketing. E’ impegnato nell’associazionismo e nel volontariato nazionale ed internazionale, settori per i quali svolge anche il ruolo di formatore. Già presidente diocesano di Azione Cattolica, è, in atto, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ragusa e membro del Consiglio Nazionale della FISC (Federazione Italiana Settimanali Diocesani).



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