Nel segno della missione
Palermo ha recentemente accolto un evento di grande valore spirituale e comunitario: il Giubileo regionale degli operatori missionari. Un’occasione preziosa di incontro e preghiera che ha riunito gli operatori missionari delle diocesi siciliane, uniti come pellegrini di speranza e pronti a camminare insieme nel segno della missione. Durante l’evento sono state ricordate due figure significative della testimonianza cristiana in Sicilia: don Pino Puglisi e fratel Biagio Conte. Le loro eredità spirituali continuano a ispirare il cammino missionario in Sicilia, segno di una fede vissuta con autenticità e dedizione.
La giornata del 12 settembre si è aperta a Brancaccio, luogo simbolo dell’opera di don Puglisi, con un intenso momento di preghiera, tributo alla sua vita spesa al servizio della comunità. In serata, l’incontro a Maredolce ha rappresentato un’opportunità di condivisione e rafforzamento dei legami tra gli operatori missionari. Il secondo giorno è iniziato con la recita delle lodi e l’adorazione presso la Cattedrale di Palermo; di seguito ha preso via il Pellegrinaggio Giubilare, vissuto con partecipazione e profondità. Il cammino ha toccato diversi luoghi legati alla missione di fratel Biagio Conte, terminando nella “Missione di Speranza e Carità” da lui fondata.
Nella chiesa “Casa di preghiera per tutti i popoli”, realizzata all’interno di un ex capannone militare, nata dal contributo di persone di ogni fede e diventata un simbolo potente di accoglienza e fraternità, è stata celebrata la Santa Messa presieduta da mons. Angelo Giurdanella, Vescovo di Mazara del Vallo e delegato per le Missioni.
Durante l’omelia, mons. Giurdanella ha ricordato il compito fondamentale di ogni missionario: “Alzare gli occhi al cielo, dilatare il cuore, ascoltare la Parola e mettersi al servizio degli altri”: monogramma spirituale di questo Giubileo e programma di vita per ogni missionario.
A concludere il Pellegrinaggio Giubilare il pranzo condiviso, semplice e carico di significato. Non solo un momento conviviale ma segno tangibile di comunione fraterna, di quella fraternità che è il volto più bello della missione.
Angelica Fausciana
