“Gesù si fa compagno di viaggio”
«Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana. In particolare, saluto i pellegrini della Diocesi di Ragusa con il Vescovo mons. Giuseppe La Placa» questo il saluto di Papa Leone XIV all’udienza generale di mercoledì 15 ottobre ai 60mila fedeli in Piazza San Pietro tra i quali i duecento pellegrini provenienti dalla Diocesi ragusana.
Le parole del Papa nella sua catechesi ben si adattano allo spirito del pellegrinaggio; egli indica “Gesù morto e risorto” come Colui che si fa “compagno” di “viaggio” nel “faticoso, doloroso, misterioso” cammino della vita. «Egli è anche il punto di arrivo del nostro andare – dice il Pontefice – Senza il suo amore, il viaggio della vita diventerebbe un errare senza meta, un tragico errore con una destinazione mancata. Ed aggiunge ancora “Fare il viaggio con Lui accanto significa sperimentare di essere sorretti nonostante tutto, dissetati e rinfrancati nelle prove e nelle fatiche che, come pietre pesanti, minacciano di bloccare o deviare la nostra storia», dice il Papa dal sagrato della basilica vaticana, dopo il consueto giro tra i fedeli sulla sua jeep bianca per salutare tutti più da vicino. E non è mancato di passare vicinissimo al gruppo ragusano che non solo lo ha salutato entusiasticamente ma non ha mancato di portare a casa il ricordo attraverso video e foto. Analogo saluto ha rivolto il Vescovo mons. La Placa, intrattenendosi qualche minuto col Pontefice, in una stretta di mano contornata da sorrisi. Lo sguardo magnetico del Vescovo della Diocesi di Ragusa e la sua cordiale mimica hanno catalizzato l’attenzione del Pontefice. Ai pellegrini ragusani la sua speciale benedizione che li accompagnerà nel prosieguo del pellegrinaggio e nei giorni dopo il loro rientro da Roma: «Carissimi, dalla Risurrezione di Cristo sgorga la speranza che ci fa pregustare, nonostante la fatica del vivere, una quiete profonda e gioiosa: quella pace che Lui solo ci potrà donare alla fine, senza fine».
