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Pubblicato il 10 Novembre 2025 | di Redazione

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«La Torre di Canicarao racconta…»

Il documento, dattiloscritto su 12 pagine di carta da fotocopiatrice, è intitolato “La Torre di Canicarao racconta…” ed elaborato in forma letteraria diretta. È stato scritto e consegnato a me dal sacerdote Carmelo Tidona, della Diocesi di Ragusa, ordinato sacerdote il 15 agosto  1963.

La millenaria storia della Torre di Canicarao, che nel 1976 venne acquisita dalla Diocesi, è raccontata e ricostruita per sommi capi nel documento.

Il nuovo vescovo di Ragusa, mons. Angelo Rizzo – subentrato nel 1974 a mons. Francesco Pennisi, deceduto nello stesso anno – ritenne utile per la Diocesi l’acquisto dell’antico maniero per fini pastorali.

Insieme a padre Carmelo Tidona (all’epoca direttore dell’Ufficio Amministrativo Diocesano) escogitò, come si legge nello stesso documento, gli strumenti e la strategia giuridica per procedere all’acquisto: la creazione, ex novo, di un soggetto giuridico civilmente riconosciuto, la “Fondazione San Giovanni Battista”.

Il Marchese Giuseppe Trigona e le sorelle dimoravano a Firenze e gestivano con difficoltà il grande feudo (circa 500 ettari). Il loro amministratore a Comiso fu il dott. Francesco Labisi fino al 1970, anno della sua morte; gli succedette il perito agrario Luigi Latrucci, proveniente da famiglie aristocratiche di Firenze.

Il signor Lastrucci mi serviva la Santa Messa (allora rigorosamente in latino e con precisione liturgica). Nella graziosa chiesetta alla quale si può accedere direttamente dalla strada, oltre che dal cortile interno del fabbricato, i proprietari avevano istituito ab ovo una Cappellania per il servizio religioso ai coloni ed alle famiglie del circondario. Con i dovuti permessi della Curia Vescovile vi fu celebrato anche qualche matrimonio.

Contigua alla chiesetta era funzionante una scuola elementare rurale pubblica, frequentata da diversi alunni ai quali il Cappellano di turno offriva, con la collaborazione delle maestre, l’itinerario di iniziazione cristiana.

Custode delle tradizioni era il signor Angelo Gulino che era vissuto sempre all’ombra della torre e conosceva uomini e tradizioni di Comiso e di Ragusa e pertanto passò dal servizio alla Famiglia Trigona alla Fondazione San Giovanni Battista, dimostrando lo stesso amore ed affetto per le costruzioni e il terreno fino alla morte.

I Marchesi Trigona, trovando difficoltà nella gestione del bracciantato per quelle terre che coltivavano direttamente, progettarono la vendita di tutto il terreno del feudo. A cominciare degli anni ’60 del secolo scorso, dunque il feudo fu frazionato e ceduto ai medesimi coltivatori che lo avevano preso in locazione e a coloro che volevano acquistarlo.

Una buona parte del feudo fu acquistata dalla Regione Sicilia per l’Istituto regionale della Vite. Nel 1975 era stato venduto quasi tutto e rimaneva solo il caseggiato centrale con il giardino e il pozzo Emilia.

Monsignor Angelo Rizzo acquistò la Torre con il giardino e le pertinenze nel 1977; con successivo atto del Notaio Maria Giuseppa Nicosia del 24 febbraio 1978 lo donò alla Fondazione San Giovanni Battista l’ente ecclesiastico per le opere di culto e religione, eretto canonicamente con decreto Vescovile del 30 marzo 1976 prot,166/76.

Intanto il Presidente della Repubblica Italiana con decreto del 10 aprile 1981 riconosceva agli effetti civili la personalità giuridica della Fondazione San Giovanni Battista.

E pertanto il Presidente della Fondazione San Giovanni, don Carmelo Tidona, procedeva all’accettazione della donazione di mons. Angelo Rizzo con atto rogato dal Notaio Maria Giuseppa Nicosia il 13 ottobre 1981.

Si interrompeva così un ciclo storico.

Padre Tidona ha ricoperto ruoli importantissimi nella novella Diocesi di Ragusa, istituita nel 1950 e resa autonoma da quella di Siracusa nel 1955. Subito dopo la parentesi parrocchiale a Monterosso Almo ha diretto gli Uffici amministrativi della Diocesi, insegnato storia nel Seminario vescovile (materia a lui molto congeniale) e valde peritus non solo nelle discipline ecclesiastiche ma anche in quelle umanistiche. Durante i 26 anni di episcopato di mons.  Angelo Rizzo, in rappresentanza del Vescovo e della Diocesi padre Tidona interloquì con le autorità civili per la gestione dei beni culturali della Chiesa, che in quel periodo fruiva della legge regionale su Ibla, propiziata e promossa dell’onorevole Giorgio Chessari per il restauro delle chiese di Ibla. In quel contesto venne ristrutturato anche il Convento dei Cappucini. Sul convento di Ibla padre Tidona ha composto un analogo documento letterario “Il Convento che parla”, in possesso della sorella, la professoressa Emanuela Tidona.

Il Vescovo, in un periodo particolarmente delicato per la Diocesi e per il territorio ibleo, poiché riponeva tanta fiducia in padre Tidona per il suo temperamento mite e rispettoso – oltre che per le sue versatili competenze nelle varie discipline – lo nominava suo vicario generale e successivamente anche parroco della Cattedrale.

Il povero Padre Tidona raggiunse il plenum per le sue forze e accusò la stanchezza. Cessò di vivere il 14 agosto 2014.

mons. Giovanni Battaglia

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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