Vita Cristiana

Pubblicato il 11 Novembre 2025 | di Emanuele Occhipinti

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Restauro dell’Arca Santa di San Giovanni Battista

Presso la Cattedrale di San Giovanni Battista è stato presentato il lavoro di restauro dell’Arca Santa di San Giovanni Battista, prezioso capolavoro d’arte sacra. L’intervento, volto alla conservazione e alla valorizzazione di uno dei simboli più significativi della fede, della devozione e della storia della comunità ragusana, è stato reso possibile grazie al contributo del Comune di Ragusa, della Conferenza Episcopale Italiana – 8xMille, dell’Assemblea Regionale Siciliana, della Banca Agricola Popolare di Sicilia, del sig. Vincenzo Dipasquale e ai fondi propri della Cattedrale.

Alla presentazione sono intervenuti: S.E. Mons. Giuseppe La Placa, Vescovo di Ragusa, il Dott. Antonino De Marco, Soprintendente ai Beni Culturali, l’Avv. Giuseppe Cassì, Sindaco di Ragusa, il Geom. Giovanni Gurrieri, Assessore ai Centri Storici, il Dott. Gaetano Cartia, Consigliere della Banca Agricola Popolare di Sicilia, Don Giuseppe Antoci, Direttore Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Ragusa, il M° Benedetto Gelardi, Argentiere e il Dott. Giuseppe Mercurio, Restauratore.

L’incontro è stato occasione per condividere con la cittadinanza il valore artistico, storico e spirituale di un’opera che torna al suo antico splendore grazie alla sinergia tra istituzioni civili, religiose e culturali. L’Arca fu commissionata nel 1730 ed alcuni pezzi risalgono anche al secolo precedente: il piatto della testa di San Giovanni, una delle opere più importanti dell’argenteria siciliana, fu infatti realizzato 1641 mentre, analogamente, quella che oggi è la testa del busto di Santa Maria Maddalena, collocata nel lato opposto dell’Arca, è risalente alla seconda metà del Seicento.

Durante la lavorazione sono emerse importanti informazioni relative all’opera. La scultura del Battesimo di San Giovanni nascondeva sotto una placca sovraesposta, il nome dello scultore che nell’Ottocento realizzò l’opera. Analogamente è stato verificato che l’effige della Maddalena è il risultato di una combinazione di maestranze diverse e lontane tra loro: il busto è di manifattura catanese, contraddistinto dal punzone con il “liotro”, mentre la testa è stato appurato essere di manifattura messinese, evidenziata dal punzone con lo scudo crociato.

“L’Arca Santa di San Giovanni Battista è un manufatto complesso – ci precisa Don Giuseppe Antoci – costituito da parte in legno in argento sbalzato e in rame dorato; lo stato di conservazione era piuttosto precario, le parti in legno risultavano disconnesse e attaccate da insetti xilofagi (tarli). Le parti in lamina d’argento risultavano le più compromesse in quanto distaccate dal supporto ligneo, fratturate in varie parti, fortemente ossidate ammaccate e deformate. Anche le parti in rame dorato risultavano abrase, deformate e in alcune parti prive della doratura”.

L’intervento, come ha illustrato il Dott. Giuseppe Mercurio con l’ausilio di preziose immagini degli interventi di restauro, è consentito: nella rimozione di tutte le lamine in argento dal supporto ligneo, naturalmente previa catalogazione, la loro riparazione, pulitura dalle ossidazioni e ristabilimento della forma originaria, la disinfestazione e ristabilimento della forma originaria del supporto ligneo, il restauro delle dorature e la ricollocazione sul supporto ligneo delle parti metalliche. “Probabilmente – ha osservato il relatore – il manufatto è stato oggetto di diversi restauri ma mai documentati. Questo è il primo restauro che rimarrà catalogato e supportato da un apposito verbale”.

Mons. Giuseppe La Placa: “Il restauro accresce il valore dell’opera d’arte e quello che la stessa rappresenta nella memoria e nella tradizione dei ragusani. Custodire la bellezza è una responsabilità collettiva perché essa è patrimonio universale; quando si tratta di restituire alla comunità un’opera bella, questa responsabilità ci appartiene. Voglio davvero ringraziare tutti perché col contributo e con l’opera di tutti accresciamo il patrimonio culturale di una città che proprio perché possiede opere belle, si rafforza nella sua identità”. E continua ancora il Vescovo: “Restituire bellezza a questa opera è un atto d’amore nei confronti delle future generazioni a cui trasmettiamo la memoria di una gente che in quest’opera esprimeva il senso della fede e materializzava la spiritualità e la devozione nei confronti di San Giovanni Battista”.

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Autore

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, lavora dal 1990 presso Banca Agricola Popolare di Sicilia, attualmente in staff alla Direzione Commerciale. E’ impegnato nell’associazionismo e nel volontariato nazionale ed internazionale, settori per i quali svolge anche il ruolo di formatore. Già presidente diocesano di Azione Cattolica, è, in atto, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ragusa e membro del Consiglio Nazionale della FISC (Federazione Italiana Settimanali Diocesani).



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