Vita Cristiana

Pubblicato il 19 Novembre 2025 | di Gabriella Chessari

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Nasce a Ragusa la delegazione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro

L’ 11 ottobre, in occasione della Festa della Madonna di Palestina, Patrona dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, la città di Ragusa ha accolto con gioia la Delegazione regionale dell’Ordine per la solenne istituzione della Delegazione locale, ultima tra le diocesi siciliane ad essere ufficialmente riconosciuta dall’Ordine. La cerimonia ha avuto inizio con il raduno nel cortile del Palazzo Vescovile, seguito da una processione verso la Cattedrale San Giovanni Battista.
A presiedere la Liturgia eucaristica è stato il cardinale Paolo Romeo, Gran Priore della Luogotenenza, affiancato da mons. Giuseppe La Placa, Vescovo e Priore della Delegazione di Ragusa, mons. Salvatore Gristina e mons. Domenico Mogavero. Durante la celebrazione, il cav Gr. Croce Maurizio Russo, Luogotenente per l’Italia-Sicilia, ha consegnato i decreti di nomina al Priore mons. La Placa e alla Dama, architetto Giuseppa Lembo, delegata della nuova Delegazione, insieme allo stendardo ufficiale. Nella sua omelia, mons. La Placa ha offerto una riflessione intensa e spiritualmente ricca sul significato della missione affidata ai membri dell’Ordine. Ha definito i Cavalieri le Dame come “cavalieri della fede e dame della speranza”, chiamati a custodire la Terra Santa con la forza della preghiera, la generosità della carità e la coerenza della testimonianza. Ha ricordato che «indossare la Croce di Gerusalemme non significa portare un semplice ornamento, ma assumere una missione evangelica», segno di appartenenza a Cristo e di servizio alla Chiesa. «Portare quella Croce significa testimoniare con la vita ciò che essa proclama: la vittoria dell’amore sul peccato e sull’odio, la forza della speranza sulle tenebre della rassegnazione». Il Vescovo ha poi sottolineato il valore della pace come vocazione cristiana: «Lo shalom biblico, la pace che viene da Dio, non è solo assenza di conflitto: è pienezza di vita, armonia con sé stessi, con gli altri, con il creato e con il Creatore». In questo senso, ha invitato i membri dell’Ordine a essere artigiani di pace, capaci di credere nella forza del perdono e di farsi strumenti di riconciliazione. Riferendosi alla Croce, ha citato san Paolo: «Quanto a me, non ci sia altro vanto che nella Croce del Signore nostro Gesù Cristo» (Gal 6,14), e ha ricordato che «la Croce è insieme morte e risurrezione, ferita e vittoria, dolore e gloria». Da essa scaturisce la pace pasquale che ogni cristiano è chiamato a custodire e diffondere. Infine, ha esortato i presenti a vivere la fede come servizio, la speranza some testimonianza e la carità come gesto concreto di pace: «Solo un cuore pacificato, riconciliato con Dio e con se stesso, può diventare sorgente di comunione e di pace».

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Autore

(Ragusa 1978) moglie, mamma e collaboratrice dal 1998 dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ragusa.



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