La parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Ragusa celebra il suo 60° anniversario
È stata una giornata di festa e di gratitudine quella del 30 ottobre 2025 per la comunità del Sacro Cuore di Gesù di Ragusa. Celebrare il sessantesimo anniversario dell’istituzione della Parrocchia ha significato riconoscere con gratitudine la presenza operante di Dio nel tempo, in una comunità che ha saputo crescere nella fede, nella fraternità e nel servizio.
Sessant’anni di vita parrocchiale rappresentano un dono prezioso e un segno concreto della fedeltà del Signore: sessant’anni di vita ecclesiale, di fede vissuta, di comunione fraterna e di testimonianza cristiana nel cuore della nostra città.
L’anniversario si è collocato nell’anno del Giubileo dedicato alla Speranza, e proprio la speranza diventa la chiave per leggere questo cammino: una speranza che ha accompagnato le generazioni che, passo dopo passo, hanno costruito una comunità viva, generosa e accogliente; una speranza che continua a illuminare il cammino di oggi, invitandoci a guardare al futuro con fiducia e con il cuore aperto alla grazia.
Fin dalla sua fondazione, la parrocchia è stata segno di una Chiesa che abita il territorio, che condivide la vita della gente e che si fa prossima a tutti.
Negli anni, grazie anche alla presenza dei Padri Gesuiti, la comunità ha saputo intrecciare fede e vita, diventando un luogo di incontro, di crescita umana e spirituale.
Oggi, nella continuità della presenza della Diocesi, la parrocchia rinnova il suo impegno ad essere una casa accogliente e missionaria, attenta ai segni dei tempi e alle necessità delle persone.
Negli ultimi anni, la comunità è cresciuta ancora grazie al cammino di tanti gruppi e realtà parrocchiali: i gruppi di adulti e di famiglie, che vivono e condividono la fede nella vita quotidiana; i gruppi di adolescenti e giovani, vivaci protagonisti della vita oratoriana; la presenza feconda dell’Azione Cattolica e degli Scout AGESCI, che educano al servizio, alla corresponsabilità e alla cura del creato.
Un intreccio di volti, storie e impegno quotidiano che rende più bella e più umana la vita del territorio.
La parrocchia, inoltre, non ha mai smesso di tendere la mano ai più poveri, facendosi prossima a chi è nel bisogno. Attraverso la mensa parrocchiale e molte altre iniziative di solidarietà, ha saputo rendere concreta la carità evangelica, custodendo la dignità di ogni persona e ricordando che il volto di Cristo si riflette nei piccoli e negli ultimi.
Particolare gratitudine va al Centro Oratoriano “Carlo Acutis”, vero laboratorio di amicizia, formazione e crescita umana e cristiana, dove tanti ragazzi trovano un luogo per esprimersi, confrontarsi e maturare nella fede.
E proprio sull’importanza dell’attenzione ai giovani si è soffermato, nel corso della sua omelia, il nostro vescovo Giuseppe, rivolgendo alla comunità un invito carico di speranza e responsabilità: «Accompagnare i giovani richiede amore, pazienza e fiducia. Essi non sempre seguono schemi prevedibili: fanno rumore, mettono alla prova la nostra capacità di ascoltare, si confrontano con la loro fragilità e le loro contraddizioni. Eppure proprio lì – nei momenti di disorientamento, nelle domande senza risposta, nei sogni che sembrano irraggiungibili – si trova un terreno fertile che, se coltivato con perseveranza, può produrre frutti sorprendenti»
Sessant’anni di storia non sono solo un traguardo, ma una nuova partenza, cosi ci ha ricordato Mons. La Placa: « Non vogliamo fermarci al passato: lo Spirito ci spinge a guardare avanti con coraggio e fiducia, sicuri che Cristo continua a camminare accanto a noi, guidandoci e sostenendoci. La Parrocchia del Sacro Cuore sia sempre casa di preghiera e di comunione, luogo di ascolto e di accoglienza, focolare di fede per i giovani e per ogni famiglia, dimora viva della presenza di Dio».
Un messaggio che ha toccato il cuore di tutti, che ha sottolineato che la missione della parrocchia non si esaurisce nel celebrare il passato, ma si rinnova nell’impegno quotidiano di educare, ascoltare e accompagnare le nuove generazioni, perché possano sentirsi amate e protagoniste nella Chiesa.
La festa si è conclusa con un grande momento conviviale: la condivisione della torta, i dolci preparati dalle famiglie, la musica della banda e la gioia dello stare insieme.
Un segno concreto della comunione che unisce la parrocchia e che continua a renderla una presenza viva nel quartiere.
Marco Diara
