Società

Pubblicato il 31 Dicembre 2025 | di Saro Distefano

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Con l’8×1000 custodiamo il Creato: un dono che genera futuro

La tutela del creato è di interesse collettivo. Interesse morale, certo, come ci ha insegnato Papa Francesco con la celebre enciclica “Laudato si”. Ma anche interesse etico, posto che il Creato è flora e fauna, minerali e aria e acqua, e noi ne siamo i primi “nemici”, almeno finora lo siamo stati. Interesse economico. Proprio così. Parrebbe una contraddizione ma a ben guardare non lo è per nulla. Anzi.
Tutelare il creato equivale a produrre ricchezza. È talmente evidente che in molti, i tanti, non ce ne accorgiamo nemmeno. Ed invece siamo preparati ad osservare (e sovente ad ignorare, a far finta di non vedere) che la distruzione del Creato produce ricchezza. Cosa vera. Peccato che sfruttare il Creato oltre misura equivale ad una distruzione senza possibilità di recupero, significa non dare la possibilità alla Terra di garantire l’equilibrio naturale, significa, in fin dei conti, essere masochisti.
Vero è che lo sfruttamento delle risorse economiche oltre misura produce ricchezza. Ma solo per alcuni, e solo per un determinato periodo di tempo (che in questi anni si è sempre progressivamente ridotto). Oggi è più conveniente, economicamente parlando, proteggere il Creato, fare uso moderato e sostenibile delle risorse. Lo si è capito da almeno trent’anni, da quando, cioè, i dati scientifici ed accademici (e non le chiacchere al circolo di conversazione o davanti il bancone del bar di periferia possibilmente dopo due bicchierini) hanno dimostrato che stiamo sfruttando quelle risorse in misura eccessiva e troppo velocemente. A risparmiare quelle risorse, anzi, a sfruttarle con misura, si ottengono risultati economici che nel lungo periodo risulteranno molto maggiori di quelle ottenute nel breve periodo al seguito di uno sfruttamento veloce ed intenso.
Se si riuscisse a capire questo semplice assioma, saremmo tutti più disposti a guardare alla tutela del Creato certamente come un dovere etico, morale, ed anche come ad un’opportunità economica. Questo dovrebbe convincere anche i più restii tra i “consumisti” seriali. Quelli che guardano una cava di sabbia a gratis e non una duna in riva al mare, quelli che guardano ad un canale di scolo gratis e non un torrente, quelli che vedono un eccitante e bel falò e non un bosco millenario.
In questo ambito, nelle loro prediche, negli incontri coi parrocchiani e soprattutto i ragazzi, i nostri sacerdoti assumono un ruolo assai importante. Altrettanto importante il nostro aiuto fornito loro.

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Autore

Nato a Ragusa nel 1964 è giornalista pubblicista dal 1990. Collabora con diverse testate giornalistiche, della carta stampata quotidiana e periodica, online e televisive, occupandosi principalmente di cultura e costume. Laureato in Scienze Politiche indirizzo storico, tiene numerose conferenze intorno al territorio ibleo.



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