Società

Pubblicato il 7 Gennaio 2026 | di Redazione

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L’albero della vita faro di speranza

Il 29 novembre, in Piazza del Popolo a Ragusa, si è svolta la cerimonia di Accensione dell’Albero della Vita, alla presenza del vescovo mons. Giuseppe La Placa, del sindaco Giuseppe Cassì, della dott.ssa Corrada Iacono – coordinatrice del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale San Giovanni Paolo II – del presidente del C.A.V. di Ragusa Carlo Moltisanti e di numerosi volontari.

Non si è trattato di una semplice decorazione natalizia: il piccolo abete, piantumato lo scorso anno, è diventato simbolo di un messaggio profondo. Come ha sottolineato il vescovo La Placa, «la vita che nasce nella città, nella famiglia, nel mondo è sempre segno di speranza, un valore legato alla dignità della persona. Accendere questo albero significa accendere nel cuore di chi passa una luce che promuove la vita, promessa di un futuro migliore e più bello, degno di essere vissuto».

Le tante lucine che brillano sull’albero sono dedicate ai circa 1.730 bambini nati quest’anno, tra cui dieci – e presto undici – grazie al prezioso servizio dei volontari del C.A.V. di Ragusa. Un segno concreto di speranza, in un tempo segnato da un calo demografico preoccupante: il 2025 registra infatti un nuovo minimo storico di natalità.

Le cause di questa crisi sono molteplici: la sterilità di molte coppie, le interruzioni di gravidanza dovute a difficoltà economiche, la solitudine, la paura e l’incertezza per il futuro. A ciò si aggiunge la difficoltà, soprattutto per le donne, di conciliare famiglia e lavoro. Tutti fattori che negano a tanti bambini il diritto alla vita e che impoveriscono la società.

L’Accensione dell’Albero della Vita diventa così un faro di speranza, un gesto simbolico che illumina il futuro e invita a un percorso di pace e riflessione. Piazza del Popolo si trasforma in uno spazio cittadino dove la comunità si ritrova per celebrare la vita, la forza della famiglia e la speranza di un domani luminoso.

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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