Una giornata di fraternità
Non credo esista dubbio sul fatto che la celebrazione più coinvolgente dell’amicizia e della fraternità sia la condivisione; trovarsi uniti nei momenti difficili, ma anche essere assieme nei momenti di gioia.
Anche, ma azzardo soprattutto, nella gioia seguendo l’insegnamento di San Francesco, si sperimenta l’amore di Dio e si esprime liberamente l’amore per Dio e questa consapevolezza abbiamo voluto affermare fissando per il 14 dicembre una giornata da trascorrere insieme le due associazioni della nostra diocesi che focalizzano la loro attività nel sostegno e nella vicinanza a chi ha già deciso, o sta percorrendo il discernimento per approdare al servizio verso i fratelli e le comunità tramite il sacerdozio.
Mi riferisco all’Associazione Familiari del Clero e all’Associazione Amici del Seminario, che di comune accordo nella programmazione delle attività hanno inserito momenti comuni di scambio di esperienze e spirituale.
La data è stata concordata per farla coincidere con una giornata di festa della comunità del seminario interdiocesano di Catania/Ragusa: l’ammissione agli ordini sacri di due splendidi giovani seminaristi Andrea Occhipinti e Mattia Mazza.
La giornata ha avuto inizio con una riflessione del nostro Vescovo, in preparazione alla ricorrenza natalizia, sul Dio che ci salva facendosi prossimo, una traccia su cui poi abbiamo operato gli echi nel nostro animo confrontandoci in gruppi.
Al momento della riflessione è seguita la messa in cattedrale, una cerimonia solenne e piena di commozione, come è sempre un momento in cui un giovane, in questo caso due, operano scelte importanti per la loro vita e che indirizza il futuro verso un orizzonte scelto e voluto con determinazione.
All’affetto paterno delle parole del Vescovo hanno fatto da riscontro gli occhi pieni di gioia di Andrea e Mattia e la commozione delle famiglie che li hanno sostenuti e accompagnati e un po’ anche la nostra che da due anni viviamo questa bella esperienza di scambio di reciproco affetto con questi giovani meravigliosi che frequentano il nostro seminario.
Alla fine, anche per rendere “plastica” la condivisione emotiva (ma non solo), è stato un piacere condividere, dopo la mensa eucaristica, quella profana.
