Nuove ammissioni nell’ordine di Malta
La delegazione di Siracusa e Ragusa del Sovrano Militare Ordine di Malta ha un nuovo cappellano: il millenario ordine religioso e cavalleresco ha infatti accolto sabato 31 gennaio tra le sue fila Don Paolo La Terra insieme ad altri quattro postulanti. Nella chiesa di Santa Maria dell’Itria, santuario ibleo di antica tradizione melitense, il Gran Priore di Napoli e Sicilia fra’ Nicolò Custoza de’ Cattani, insieme al Vescovo Giuseppe La Placa, ha accettato le istanze di Eloisa Amarù e Gaetano D’Arrigo, accolti come Donati di Devozione; del sacerdote Paolo La Terra, nuovo Cappellano Magistrale della delegazione; del diacono permanente Filippo Villaruel, accolto come Diacono Magistrale, e del donato Paolo Minacori, che è stato promosso a Cavaliere di Grazia Magistrale.
Nel corso di una celebrazione eucaristica presieduta da Monsignor La Placa, cui ha partecipato in preghiera un’assemblea composta da cavalieri e dame provenienti da gran parte della Sicilia, tra cui il Delegato di Catania Ferdinando Testoni Blasco, quello di Messina Carlo Marullo di Condojanni, e la Commissaria Granpriorale della delegazione palermitana Virginia Martinez Tagliavia, i cinque postulanti sono stati insigniti del vessillo melitense, la croce ottagona rappresentante le otto beatitudini divine.
Una croce che è promessa d’un impegno, più che un simbolo, come è stato ricordato appunto dal Vescovo e dal gran Priore: un impegno a vivere e operare secondo i valori dell’Ordine, in spirito di servizio e di unità, perseguendo gli alti scopi della tuitio fidei e dell’obsequium pauperum, ovvero della tutela della fede cattolica e del servizio ai poveri, agli ultimi. «Due istanze che, come ha ricordato Monsignor La Placa nella sua omelia, sono tutt’altro che slegate, costituendo invece – nella loro unità e nel rimando dell’una all’altra – il cuore stesso della vita di un cristiano, che nella fraternità, cui è costitutivamente votato l’Ordine di Malta, non cessa di mettersi alla sequela di Cristo, alla cui gloria – e mai a quella personale – è teso il fine ultimo d’ogni cavaliere».
Amelia Cartia
